La trilogia del Signore degli Anelli è una delle più grandi imprese cinematografiche mai realizzate. Per studiarne l’impatto sull’audience, è stato sviluppato un vasto e importante progetto di ricerca internazionale, coordinato dal prof. Martin Barker dell’Università di Aberystwyth (UK). Il volume presenta i lavori di indagine dell’unità italiana del progetto, condotti da un gruppo di sociologi delle Università di Palermo, Messina e del Salento. Il contributo al volume si incentra sulla tipologia del contenuto e mette in evidenza come, con l'avvento della digitalizzazione, la preventivata scomparsa del genere sembra lasciare spazio ad un deciso ritorno della tematizzazione. L'analisi, muovendosi da questa tematica, si concentra sulla tipicità del genere fantasy, in cui ricade Il Signore degli Anelli: da un lato, infatti, esso non preannuncia – anche da un punto di vista semantico – quella commistione tipica delle “etichette” che accompagnano le analisi dell’attuale produzione dell’industria culturale (dall’infoteinment alla docusoap); dall’altro ci troviamo di fronte a una categoria contenutistica che, in un recente passato, non ha sicuramente rivestito un ruolo di primo piano nell’offerta dei grandi media, specialmente nel nostro Paese, dove è stata lungamente accompagnata dall’immagine di “prodotto di nicchia” con qualche sporadica impennata per alcuni cliché contigui (quali l’horror e la fantascienza). Perché il fantasy, allora, diventa improvvisamente una vera e propria moda? Il saggio individua nei concetti di mito, realtà e verosimiglianza gli elementi essenziali da cui è composto il fantasy. Allo stesso tempo, collega tali elementi non soltanto con i caratteri tipici della rivoluzione digitale, bensì in termini più generali di tutti quei processi di mutamento sociale sfociati – a seconda dei punti di vista – nella postmodernità o, in ogni caso, in una profonda trasformazione della società moderna.

Dalla cultura di flusso ai nuovi modelli di genere

CENTORRINO, Marco
2008-01-01

Abstract

La trilogia del Signore degli Anelli è una delle più grandi imprese cinematografiche mai realizzate. Per studiarne l’impatto sull’audience, è stato sviluppato un vasto e importante progetto di ricerca internazionale, coordinato dal prof. Martin Barker dell’Università di Aberystwyth (UK). Il volume presenta i lavori di indagine dell’unità italiana del progetto, condotti da un gruppo di sociologi delle Università di Palermo, Messina e del Salento. Il contributo al volume si incentra sulla tipologia del contenuto e mette in evidenza come, con l'avvento della digitalizzazione, la preventivata scomparsa del genere sembra lasciare spazio ad un deciso ritorno della tematizzazione. L'analisi, muovendosi da questa tematica, si concentra sulla tipicità del genere fantasy, in cui ricade Il Signore degli Anelli: da un lato, infatti, esso non preannuncia – anche da un punto di vista semantico – quella commistione tipica delle “etichette” che accompagnano le analisi dell’attuale produzione dell’industria culturale (dall’infoteinment alla docusoap); dall’altro ci troviamo di fronte a una categoria contenutistica che, in un recente passato, non ha sicuramente rivestito un ruolo di primo piano nell’offerta dei grandi media, specialmente nel nostro Paese, dove è stata lungamente accompagnata dall’immagine di “prodotto di nicchia” con qualche sporadica impennata per alcuni cliché contigui (quali l’horror e la fantascienza). Perché il fantasy, allora, diventa improvvisamente una vera e propria moda? Il saggio individua nei concetti di mito, realtà e verosimiglianza gli elementi essenziali da cui è composto il fantasy. Allo stesso tempo, collega tali elementi non soltanto con i caratteri tipici della rivoluzione digitale, bensì in termini più generali di tutti quei processi di mutamento sociale sfociati – a seconda dei punti di vista – nella postmodernità o, in ogni caso, in una profonda trasformazione della società moderna.
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