L’uso legittimo delle armi, disciplinato dall’art. 53 c.p., rappresenta un unicum nel panorama delle codificazioni contemporanee, nell’ambito delle quali l’impunità delle azioni lesive strumentali all’adempimento dei doveri d’ufficio è garantita attraverso l’applicazione delle scriminanti della legittima difesa e dell’adempimento del dovere. Nonostante l’indubbia matrice autoritaria, l’art. 53 c.p. può essere letto come una disposizione finalizzata a garantire l’adempimento dei doveri funzionali dei pubblici ufficiali in tutte le ipotesi in cui vengano ad essi frapposti ostacoli non superabili altrimenti che con l’impiego della coercizione, soprattutto nel caso in cui questa debba concretizzarsi nell’uso delle armi. Lo studio di tale fattispecie scriminante vede contrapposto il particolare impegno della dottrina nell’approfondire le questioni interpretative sollevate dall’art. 53 c.p. rispetto ad un minore interesse della giurisprudenza, in realtà dovuto agli scarsi stimoli provenienti dalla casistica, per lo più incentrata su ipotesi di esplosioni di colpi d’arma da fuoco contro soggetti in fuga. Di particolare interesse è altresì l’indagine delle ipotesi speciali di uso legittimo di mezzi di coazione, “preannunciate” dal terzo comma dell’art. 53, che difficilmente sembrano inquadrabili nell’alveo della disciplina generale disposta da quest’ultimo.

L'uso legittimo delle armi.

PANEBIANCO, Giuseppina
2010

Abstract

L’uso legittimo delle armi, disciplinato dall’art. 53 c.p., rappresenta un unicum nel panorama delle codificazioni contemporanee, nell’ambito delle quali l’impunità delle azioni lesive strumentali all’adempimento dei doveri d’ufficio è garantita attraverso l’applicazione delle scriminanti della legittima difesa e dell’adempimento del dovere. Nonostante l’indubbia matrice autoritaria, l’art. 53 c.p. può essere letto come una disposizione finalizzata a garantire l’adempimento dei doveri funzionali dei pubblici ufficiali in tutte le ipotesi in cui vengano ad essi frapposti ostacoli non superabili altrimenti che con l’impiego della coercizione, soprattutto nel caso in cui questa debba concretizzarsi nell’uso delle armi. Lo studio di tale fattispecie scriminante vede contrapposto il particolare impegno della dottrina nell’approfondire le questioni interpretative sollevate dall’art. 53 c.p. rispetto ad un minore interesse della giurisprudenza, in realtà dovuto agli scarsi stimoli provenienti dalla casistica, per lo più incentrata su ipotesi di esplosioni di colpi d’arma da fuoco contro soggetti in fuga. Di particolare interesse è altresì l’indagine delle ipotesi speciali di uso legittimo di mezzi di coazione, “preannunciate” dal terzo comma dell’art. 53, che difficilmente sembrano inquadrabili nell’alveo della disciplina generale disposta da quest’ultimo.
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