Considerare il silenzio quale vero e proprio fatto comunicativo interno a ogni linguaggio, a ogni cultura, a ogni pratica sociale e iniziare a riconoscerlo sin dalle pieghe linguistiche, retoriche e simboliche di ogni discorso poetico, nel caso specifico, di quello popolare siciliano. Il saggio così approfondisce e porta avanti, in questa chiave antropologica, le intuizioni di intellettuali come Leonardo Sciascia, Danilo Dolci, Luigi M. Lombardi Satriani, Antonino Uccello, Vincenzo Consolo che hanno già indicato nei modi di dire e nelle formalizzazioni poetiche dei siciliani l’attrazione verso il silenzio quale comunicazione allusiva, ironica, metaforica propria della cultura folklorica. Vengono così individuate nelle preghiere, nelle canzoni amorose, negli indovinelli, nei canti di carcere e mafia, nelle canzoni narrative dei poeti-cantastorie siciliani quelle “rappresentazioni dell’assenza” che si danno nell’ascolto delle parole cui s’è già dato senso, così come nell’immaginario che le circonda, in cui si scorgono le ombrose sfumature delle cose e dei gesti. Il saggio, insomma, costituisce l’esito di uno sguardo comparativo tre diverse formalizzazioni poetico-musicali presenti in Sicilia a livello folklorico, al fine di rintracciarvi, in un complessivo mosaico d’insieme, particolari disposizioni linguistiche, retoriche e simboliche del “silenzio”.

Il silenzio svelato e la retorica dell'assenza nella poesia popolare siciliana

GERACI, Mauro
2006

Abstract

Considerare il silenzio quale vero e proprio fatto comunicativo interno a ogni linguaggio, a ogni cultura, a ogni pratica sociale e iniziare a riconoscerlo sin dalle pieghe linguistiche, retoriche e simboliche di ogni discorso poetico, nel caso specifico, di quello popolare siciliano. Il saggio così approfondisce e porta avanti, in questa chiave antropologica, le intuizioni di intellettuali come Leonardo Sciascia, Danilo Dolci, Luigi M. Lombardi Satriani, Antonino Uccello, Vincenzo Consolo che hanno già indicato nei modi di dire e nelle formalizzazioni poetiche dei siciliani l’attrazione verso il silenzio quale comunicazione allusiva, ironica, metaforica propria della cultura folklorica. Vengono così individuate nelle preghiere, nelle canzoni amorose, negli indovinelli, nei canti di carcere e mafia, nelle canzoni narrative dei poeti-cantastorie siciliani quelle “rappresentazioni dell’assenza” che si danno nell’ascolto delle parole cui s’è già dato senso, così come nell’immaginario che le circonda, in cui si scorgono le ombrose sfumature delle cose e dei gesti. Il saggio, insomma, costituisce l’esito di uno sguardo comparativo tre diverse formalizzazioni poetico-musicali presenti in Sicilia a livello folklorico, al fine di rintracciarvi, in un complessivo mosaico d’insieme, particolari disposizioni linguistiche, retoriche e simboliche del “silenzio”.
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