Nell’ articolo L’uso del computer language attraverso internet in una lingua minoritaria: il còrso (2010), pubblicato negli Atti del Convegno tenuto a Napoli nel 2008 ( XIII Seminario AICLU "Plurilinguismo e integrazione: abilità e competenze linguistiche in una società multietnica" - Università degli Studi di Napoli Federico II, Centro Linguistico di Ateneo -9-11 dicembre 2008) si vuole evidenziare l’importanza della rete telematica per la conoscenza e la diffusione del linguaggio tecnico-scientifico delle minoranze linguistiche. Le tecnologie linguistiche svolgono oggi un ruolo fondamentale per la salvaguardia delle lingue minoritarie, in tutte le loro varietà; il loro sviluppo rientra nelle priorità politiche dell’Unione europea, che si adopera per la diffusione di banche dati terminologiche, biblioteche digitali, nuove tecniche di traduzione automatica ecc. Si è qui scelto, come lingua settoriale, il computer language, cioè il linguaggio relativo all’uso del computer e di Internet, veicolato e diffuso attraverso blog, forum e in siti vari in lingua corsa dedicati alle nuove tecnologie. Tale sottocodice ci è parso particolarmente significativo essendo, più di altre lingue speciali, soggetto alla variabilità e al rinnovamento linguistico e in quanto contribuisce in modo più rapido e innovativo alla diffusione delle lingue minoritarie. In quest’ambito la lingua corsa, idioma caratterizzato da numerose varietà, ci è parsa molto interessante, permettendoci di rilevare aspetti linguistici originali e complessi. Nel settore tecnologico in oggetto ci siamo trovati di fronte a un lessico particolarmente variegato: forme inglesi, francesi, corse, italiane; ma il fenomeno più interessante è che nella formazione di neologismi traspare da un lato il bisogno dei “corsofoni” di distinguere il loro idioma dalla lingua francese, utilizzando materiale autoctono, dall’altro l’influenza della mentalità francese nell’evitare il ricorso al forestierismo, anche per quelle forme lessicali in cui i francesi usano eccezionalmente il prestito puro dall’inglese.

L’uso del computer language attraverso internet in una lingua minoritaria: il còrso

ABBATE, Lucia
2010

Abstract

Nell’ articolo L’uso del computer language attraverso internet in una lingua minoritaria: il còrso (2010), pubblicato negli Atti del Convegno tenuto a Napoli nel 2008 ( XIII Seminario AICLU "Plurilinguismo e integrazione: abilità e competenze linguistiche in una società multietnica" - Università degli Studi di Napoli Federico II, Centro Linguistico di Ateneo -9-11 dicembre 2008) si vuole evidenziare l’importanza della rete telematica per la conoscenza e la diffusione del linguaggio tecnico-scientifico delle minoranze linguistiche. Le tecnologie linguistiche svolgono oggi un ruolo fondamentale per la salvaguardia delle lingue minoritarie, in tutte le loro varietà; il loro sviluppo rientra nelle priorità politiche dell’Unione europea, che si adopera per la diffusione di banche dati terminologiche, biblioteche digitali, nuove tecniche di traduzione automatica ecc. Si è qui scelto, come lingua settoriale, il computer language, cioè il linguaggio relativo all’uso del computer e di Internet, veicolato e diffuso attraverso blog, forum e in siti vari in lingua corsa dedicati alle nuove tecnologie. Tale sottocodice ci è parso particolarmente significativo essendo, più di altre lingue speciali, soggetto alla variabilità e al rinnovamento linguistico e in quanto contribuisce in modo più rapido e innovativo alla diffusione delle lingue minoritarie. In quest’ambito la lingua corsa, idioma caratterizzato da numerose varietà, ci è parsa molto interessante, permettendoci di rilevare aspetti linguistici originali e complessi. Nel settore tecnologico in oggetto ci siamo trovati di fronte a un lessico particolarmente variegato: forme inglesi, francesi, corse, italiane; ma il fenomeno più interessante è che nella formazione di neologismi traspare da un lato il bisogno dei “corsofoni” di distinguere il loro idioma dalla lingua francese, utilizzando materiale autoctono, dall’altro l’influenza della mentalità francese nell’evitare il ricorso al forestierismo, anche per quelle forme lessicali in cui i francesi usano eccezionalmente il prestito puro dall’inglese.
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