Il saggio “Metafore della scienza e della tecnica: Contributo alla lingua ed all’immaginario”, contributo trasversale e conclusivo dell’opera “Dizionario delle Scienze e delle Tecniche di Grecia e Roma”, mette a fuoco per la prima volta, con metodologia innovativa e risultati originali, il processo di reimpiego dei linguaggi settoriali, che irrompono fuori dalla cerchia scientifica e tecnica per ritornare alla lingua comune come ricca sorgente di mutamenti semantici e riusi nella metaforizzazione. Il saggio ha la finalità di dimostrare, al di là di quanto possano fare i testi specifici e i Realien, la reale pervasività della scienza e della tecnica antiche, che lungi dall’essere, come sono state finora ritenute, cosa ‘altra’ e ‘diversa’, neutramente inerte rispetto agli aspetti ‘creativi’ della cultura classica, hanno invece performato con la concretezza dei loro processi la lingua e l’immaginario, indicando nuovi orizzonti della conoscenza grazie alla relazione attivata tra due elementi appartenenti alla sfera del concreto e dell’astratto. Alcuni esempi rendono evidente il grande contributo dato dalle metafore della scienza e della tecnica alla conoscenza in settori dalle stesse lontanissime. ‘Vasi sani’ e ‘vasi rotti’ simboleggiano in Platone l’anima degli iniziati e quella dei non iniziati, immaginata come un vaso forato da cui tutto trasuda: il valore gnoseologico della metafora è ulteriormente espanso nel commento di Olimpiodoro; alla metafora del ‘ vaso forato’ ricorrerà, come ad un pervio veicolo comunicativo, Gregorio di Nissa in un ideale capitolo su quella realtà impalpabile che è l’avidità; l’arte ceramica costituirà ancora nello stesso autore il binario epistemologico di qualunque tipo di apprendimento, fino a prestarsi a metaforizzare l’operare di Dio, che fa ‘uomini-vasi’. Altre metafore tratte dal mondo dell’artigianato e della manovalanza concretizzano il modo con cui gli scrittori cristiani hanno immaginato la creazione del mondo da parte di Dio : Lattanzio parla di un Dio-architetto che fa uomini-casa, Ambrogio di un Dio-pittore che fa uomini-quadri,Basilio di un Dio-forgiatore, che produce uomini-utensili, di un Dio carpentiere, che costruisce uomini-case, o di un Dio-calzolaio, che fa uomini-scarpe, Agostino di un Dio monetiere, che produce uomini-nummi. Ed è appena il caso di ricordare che la fabbricazione di vasi e di monete erano gli unici processi di produzione in serie cui potesse paragonarsi lo stampo di uomini da parte di Dio. Attraverso una densa casistica che attraversa anche metafore tratte da altri ambiti della scienza e della tecnica e l’analisi della tipologia intuitiva dei meccanismi epistemologici attivati, il saggio non solo illumina province non frequentate della lingua e dell’immaginario, ma ha soprattutto il pregio di portare un contributo originale e determinante, innovativo nella metodologia e nel merito, alla definizione dell’importanza della scienza e della tecnica antiche al di là degli specifici confini. Il saggio fa parte del "Dizionario delle Scienze e delle Tecniche di Grecia e Roma", prodotto del PRIN 2006 ( coordinatore nazionale: prof. Paola Colace, Università di Messina), che colma una lacuna nel campo degli studi dell’antichità, costituita dalla mancanza di un Dizionario organico della Scienza e della Tecnica relativo al mondo classico, che mettesse insieme gli autori, i testi, le pratiche e i processi produttivi (Realien), i saperi antichi, che si riconoscono ancora alle radici della cultura europea. L’impresa editoriale del “Dizionario” è opera di notevole e complesso rilievo scientifico, in quanto supera la prospettiva meramente letteraria, o l’impostazione di una storiografia scientifica, o il taglio di tipo prosopografico di opere recenti, pur importanti e prestigiose. I numeri del Dizionario sono i seguenti : -29 ambiti disciplinari trattati (agricoltura, agrimensura, alchimia, alimentazione, architettura, astrologia, astronomia, botanica, cosmologia, diritto, filosofia, fisica, fisiognomica, geografia, idraulica, logica, matematica, meccanica, medicina, mineralogia, musica, nautica, ottica,pneumatica, polemologia, pseudo-scienza, tossicologia, veterinaria, zoologia); -82 studiosi tra Curatori e Collaboratori, appartenenti a varie Università Italiane e Straniere; -455 voci . La Prof. Paola Colace ha diretto il Dizionario, ne ha curato la pubblicazione insieme agli altri responsabili di Unità locale, ha scritto l’ Introduzione e la Nota del Coordinatore, redatto 32 voci appartenenti agli ambiti disciplinari ‘Architettura’ e ‘Astrologia’, di cui è stata curatore, redatto il Saggio che è stato presentato per il VQR, supervisionato la "Bibliografia" (pp. 1039-1185), che raccoglie circa 4000 titoli effettivamente utilizzati all’interno delle singole voci (aggiornata all'anno 2010, rappresenta un patrimonio a se stante e finora mai edito per quanti vogliono informarsi sulle opere fondamentali dei due settori), ha redatto il "Glossario"(pp. 1187-1273), che parcellizzando i contenuti e aiutando il lettore nella scelta di suoi percorsi, moltiplica l’ efficacia del Dizionario. Recensioni già pubblicate: 1. Amalia Margherita Cirio, Università di Roma-La Sapienza, in AGORA – Les comptes rendus de GAIA: http://agora.x tek.fr/ 2. Giampietro Marconi, Sintesi del passato e guida del futuro*, in “Rivista di Cultura Classica e Medievale”, anno liii • numero 1 • gennaio-giugno 2011, pp. 211-214; 3. Giancarlo Reggi, http://www.philologia.ch/Bulletin/Bulletin12012.php#dizionario Recensioni in corso di stampa: 4. Aldo Tirelli, (Università di Salerno), in “Atene e Roma”, c.d.s. 5. Giorgio Cosmacini in “Giornale Italiano di Filologia”, c.d.s.

Metafore della Scienza e della tecnica: contributo alla lingua ed all' immaginario

COLACE, Paola
2010

Abstract

Il saggio “Metafore della scienza e della tecnica: Contributo alla lingua ed all’immaginario”, contributo trasversale e conclusivo dell’opera “Dizionario delle Scienze e delle Tecniche di Grecia e Roma”, mette a fuoco per la prima volta, con metodologia innovativa e risultati originali, il processo di reimpiego dei linguaggi settoriali, che irrompono fuori dalla cerchia scientifica e tecnica per ritornare alla lingua comune come ricca sorgente di mutamenti semantici e riusi nella metaforizzazione. Il saggio ha la finalità di dimostrare, al di là di quanto possano fare i testi specifici e i Realien, la reale pervasività della scienza e della tecnica antiche, che lungi dall’essere, come sono state finora ritenute, cosa ‘altra’ e ‘diversa’, neutramente inerte rispetto agli aspetti ‘creativi’ della cultura classica, hanno invece performato con la concretezza dei loro processi la lingua e l’immaginario, indicando nuovi orizzonti della conoscenza grazie alla relazione attivata tra due elementi appartenenti alla sfera del concreto e dell’astratto. Alcuni esempi rendono evidente il grande contributo dato dalle metafore della scienza e della tecnica alla conoscenza in settori dalle stesse lontanissime. ‘Vasi sani’ e ‘vasi rotti’ simboleggiano in Platone l’anima degli iniziati e quella dei non iniziati, immaginata come un vaso forato da cui tutto trasuda: il valore gnoseologico della metafora è ulteriormente espanso nel commento di Olimpiodoro; alla metafora del ‘ vaso forato’ ricorrerà, come ad un pervio veicolo comunicativo, Gregorio di Nissa in un ideale capitolo su quella realtà impalpabile che è l’avidità; l’arte ceramica costituirà ancora nello stesso autore il binario epistemologico di qualunque tipo di apprendimento, fino a prestarsi a metaforizzare l’operare di Dio, che fa ‘uomini-vasi’. Altre metafore tratte dal mondo dell’artigianato e della manovalanza concretizzano il modo con cui gli scrittori cristiani hanno immaginato la creazione del mondo da parte di Dio : Lattanzio parla di un Dio-architetto che fa uomini-casa, Ambrogio di un Dio-pittore che fa uomini-quadri,Basilio di un Dio-forgiatore, che produce uomini-utensili, di un Dio carpentiere, che costruisce uomini-case, o di un Dio-calzolaio, che fa uomini-scarpe, Agostino di un Dio monetiere, che produce uomini-nummi. Ed è appena il caso di ricordare che la fabbricazione di vasi e di monete erano gli unici processi di produzione in serie cui potesse paragonarsi lo stampo di uomini da parte di Dio. Attraverso una densa casistica che attraversa anche metafore tratte da altri ambiti della scienza e della tecnica e l’analisi della tipologia intuitiva dei meccanismi epistemologici attivati, il saggio non solo illumina province non frequentate della lingua e dell’immaginario, ma ha soprattutto il pregio di portare un contributo originale e determinante, innovativo nella metodologia e nel merito, alla definizione dell’importanza della scienza e della tecnica antiche al di là degli specifici confini. Il saggio fa parte del "Dizionario delle Scienze e delle Tecniche di Grecia e Roma", prodotto del PRIN 2006 ( coordinatore nazionale: prof. Paola Colace, Università di Messina), che colma una lacuna nel campo degli studi dell’antichità, costituita dalla mancanza di un Dizionario organico della Scienza e della Tecnica relativo al mondo classico, che mettesse insieme gli autori, i testi, le pratiche e i processi produttivi (Realien), i saperi antichi, che si riconoscono ancora alle radici della cultura europea. L’impresa editoriale del “Dizionario” è opera di notevole e complesso rilievo scientifico, in quanto supera la prospettiva meramente letteraria, o l’impostazione di una storiografia scientifica, o il taglio di tipo prosopografico di opere recenti, pur importanti e prestigiose. I numeri del Dizionario sono i seguenti : -29 ambiti disciplinari trattati (agricoltura, agrimensura, alchimia, alimentazione, architettura, astrologia, astronomia, botanica, cosmologia, diritto, filosofia, fisica, fisiognomica, geografia, idraulica, logica, matematica, meccanica, medicina, mineralogia, musica, nautica, ottica,pneumatica, polemologia, pseudo-scienza, tossicologia, veterinaria, zoologia); -82 studiosi tra Curatori e Collaboratori, appartenenti a varie Università Italiane e Straniere; -455 voci . La Prof. Paola Colace ha diretto il Dizionario, ne ha curato la pubblicazione insieme agli altri responsabili di Unità locale, ha scritto l’ Introduzione e la Nota del Coordinatore, redatto 32 voci appartenenti agli ambiti disciplinari ‘Architettura’ e ‘Astrologia’, di cui è stata curatore, redatto il Saggio che è stato presentato per il VQR, supervisionato la "Bibliografia" (pp. 1039-1185), che raccoglie circa 4000 titoli effettivamente utilizzati all’interno delle singole voci (aggiornata all'anno 2010, rappresenta un patrimonio a se stante e finora mai edito per quanti vogliono informarsi sulle opere fondamentali dei due settori), ha redatto il "Glossario"(pp. 1187-1273), che parcellizzando i contenuti e aiutando il lettore nella scelta di suoi percorsi, moltiplica l’ efficacia del Dizionario. Recensioni già pubblicate: 1. Amalia Margherita Cirio, Università di Roma-La Sapienza, in AGORA – Les comptes rendus de GAIA: http://agora.x tek.fr/ 2. Giampietro Marconi, Sintesi del passato e guida del futuro*, in “Rivista di Cultura Classica e Medievale”, anno liii • numero 1 • gennaio-giugno 2011, pp. 211-214; 3. Giancarlo Reggi, http://www.philologia.ch/Bulletin/Bulletin12012.php#dizionario Recensioni in corso di stampa: 4. Aldo Tirelli, (Università di Salerno), in “Atene e Roma”, c.d.s. 5. Giorgio Cosmacini in “Giornale Italiano di Filologia”, c.d.s.
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