Nei mercati finanziari il legislatore del post-codice ha dettato un set di informazioni diversificato a seconda della controparte, retail o non retail, ma che delinea, nel suo complesso, un modello contrattuale fortemente condizionato dal nuovo ordine pubblico economico, sintesi del modello di economia sociale di mercato, che declina esigenze di strutturazione concorrenziale del mercato, con la tutela del contraente debole. Lo scenario è, dunque, quello dei contratti asimmetrici e delle connesse esigenze di riduzione di opacità, suscettibili di effetti distorsivi, legati alla mancanza o carenza di informazioni da parte del c.d. contraente debole. La previsione di pregnanti obblighi a carico del professionista, legati alla singola vicenda negoziale (c.d. obblighi di informazione), ma delle volte legati a esigenze di strutturazione concorrenziale del mercato (c.d. obblighi da informazione), presenta, dunque, evidenti ricadute, sia sul piano della validità del contratto, sia sul piano della responsabilità civile dell’intermediario, che costituiscono rimedi modulati dall’ordinamento secondo il principio della convenienza dell’effetto (al fatto) e in base all’esigenza di effettività e integralità degli strumenti di tutela, piuttosto che secondo la tralatizia distinzione operata dalla suprema Corte tra regole di validità e regole di comportamento, che non sembrano avere alcun serio fondamento sistematico. Il nuovo ordine pubblico economico di mercato sembra poter costituire, in questa chiave, il parametro di valutazione sul quale operare il sindacato di validità del contratto, che non tollera, disapprovandoli, accordi disinformati, frutto di asimmetrie suscettibili di tradursi in scambi contrattuali ingiusti.

Mercati finanziari. Obblighi di informazione e responsabilità civile

GALLETTI, Massimo
2011

Abstract

Nei mercati finanziari il legislatore del post-codice ha dettato un set di informazioni diversificato a seconda della controparte, retail o non retail, ma che delinea, nel suo complesso, un modello contrattuale fortemente condizionato dal nuovo ordine pubblico economico, sintesi del modello di economia sociale di mercato, che declina esigenze di strutturazione concorrenziale del mercato, con la tutela del contraente debole. Lo scenario è, dunque, quello dei contratti asimmetrici e delle connesse esigenze di riduzione di opacità, suscettibili di effetti distorsivi, legati alla mancanza o carenza di informazioni da parte del c.d. contraente debole. La previsione di pregnanti obblighi a carico del professionista, legati alla singola vicenda negoziale (c.d. obblighi di informazione), ma delle volte legati a esigenze di strutturazione concorrenziale del mercato (c.d. obblighi da informazione), presenta, dunque, evidenti ricadute, sia sul piano della validità del contratto, sia sul piano della responsabilità civile dell’intermediario, che costituiscono rimedi modulati dall’ordinamento secondo il principio della convenienza dell’effetto (al fatto) e in base all’esigenza di effettività e integralità degli strumenti di tutela, piuttosto che secondo la tralatizia distinzione operata dalla suprema Corte tra regole di validità e regole di comportamento, che non sembrano avere alcun serio fondamento sistematico. Il nuovo ordine pubblico economico di mercato sembra poter costituire, in questa chiave, il parametro di valutazione sul quale operare il sindacato di validità del contratto, che non tollera, disapprovandoli, accordi disinformati, frutto di asimmetrie suscettibili di tradursi in scambi contrattuali ingiusti.
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