Il saggio tenta di fornire una ricostruzione della categoria del danno non patrimoniale in chiave alternativa al quadro delineato dalle note sentenze di San Martino del novembre del 2008. Distinguendo tra danno in senso naturalistico - inteso quale modificazione peggiorativa del mondo reale - e danno in senso giuridico - quale lesione di un interesse meritevole di considerazione giuridica, l'iter argomentativo censura l'asserita descrittività delle sottocategorie del danno non patrimoniale, evidenziando di esse, di contro, un differente ambito fenomenico, distinti referenti valoriali, e, sotto il profilo squisitamente giuridico dell'effetto, una diversa connotazione sul piano della disciplina applicabile. La molteplicità prescrittiva delle sottocategorie del danno non patrimoniale può coesistere perfettamente con l'unità della categoria più generale. Permanendo così una distinzione ontologica ed assiologica all'interno del danno non patrimoniale inteso come genus, il saggio, rispondendo all'ambizioso tentativo di delineare i confini naturalistici e giuridici tra i vari sottotipi di danno non patrimoniale, propone l'utilizzo della teoria delle sfere delle realtà di Nicolai Hartmann, sì da offrire all'interprete uno strumento volto ad evitare, per un verso, ingiustificate duplicazioni risarcitorie, per altro verso, all'opposto, a scongiurare una ingiustificata restrizione (nel senso di non integrale) di tutela.

Confini giuridici e naturalistici nel danno non patrimoniale delle persone fisiche. Introduzione alla ricerca di possibili criteri discretivi

FOTI, GIUSEPPE
2011

Abstract

Il saggio tenta di fornire una ricostruzione della categoria del danno non patrimoniale in chiave alternativa al quadro delineato dalle note sentenze di San Martino del novembre del 2008. Distinguendo tra danno in senso naturalistico - inteso quale modificazione peggiorativa del mondo reale - e danno in senso giuridico - quale lesione di un interesse meritevole di considerazione giuridica, l'iter argomentativo censura l'asserita descrittività delle sottocategorie del danno non patrimoniale, evidenziando di esse, di contro, un differente ambito fenomenico, distinti referenti valoriali, e, sotto il profilo squisitamente giuridico dell'effetto, una diversa connotazione sul piano della disciplina applicabile. La molteplicità prescrittiva delle sottocategorie del danno non patrimoniale può coesistere perfettamente con l'unità della categoria più generale. Permanendo così una distinzione ontologica ed assiologica all'interno del danno non patrimoniale inteso come genus, il saggio, rispondendo all'ambizioso tentativo di delineare i confini naturalistici e giuridici tra i vari sottotipi di danno non patrimoniale, propone l'utilizzo della teoria delle sfere delle realtà di Nicolai Hartmann, sì da offrire all'interprete uno strumento volto ad evitare, per un verso, ingiustificate duplicazioni risarcitorie, per altro verso, all'opposto, a scongiurare una ingiustificata restrizione (nel senso di non integrale) di tutela.
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