Il saggio analizza cinque film tedeschi degli anni Cinquanta e la base letteraria di un film inglese degli anni Venti, tutti realizzati in Sicilia, e in particolare a Taormina, come location evocativa di stereotipi e ideologie proprie della cultura nord europea formatasi nel corso del Novecento. Sono prese in esame le scelte paesaggistiche e di colore folkloristico che indicano una riproposizione di temi letterari, pittorici e fotografici abbastanza noti e ripetitivi. Sono anche presi in esame diversi temi narrativi che evidenziano la superiorità intellettiva degli europei del nord, bilanciata dalla genuinità e dalla primitività dei popoli mediterranei; la sensualità orientalista attribuita a uomini e donne del sud Italia, soggetti e oggetti di passioni ancestrali e sanguigne; il potere esercitato dalla gentilezza, dalla raffinatezza e dalla intelligenza dei tedeschi e degli inglesi. Dalla cinematografia un po’ ingenua e di scadente contenuto artistico viene fuori un coacervo di stereotipi orientalisti e di rappresentazioni standardizzate proprie degli anni Cinquanta, quando l’immagine della Sicilia era fortemente schiacciata sulla descrizione di tanta letteratura romantica, pittura figurativa e fotografia realistica. Gli stessi luoghi scelti per le inquadrature sono quelli suggeriti dagli intellettuali che ammiravano la bellezza della natura e dei paesaggi della Sicilia, ma rimanevano abbastanza indifferenti alla vita sociale e alla lotta politica dei ceti subalterni che venivano rappresentati come semplici, felici e selvaggi.
Taormina e la rappresentazione cinematografica degli stranieri
BOLOGNARI, Mario
2012-01-01
Abstract
Il saggio analizza cinque film tedeschi degli anni Cinquanta e la base letteraria di un film inglese degli anni Venti, tutti realizzati in Sicilia, e in particolare a Taormina, come location evocativa di stereotipi e ideologie proprie della cultura nord europea formatasi nel corso del Novecento. Sono prese in esame le scelte paesaggistiche e di colore folkloristico che indicano una riproposizione di temi letterari, pittorici e fotografici abbastanza noti e ripetitivi. Sono anche presi in esame diversi temi narrativi che evidenziano la superiorità intellettiva degli europei del nord, bilanciata dalla genuinità e dalla primitività dei popoli mediterranei; la sensualità orientalista attribuita a uomini e donne del sud Italia, soggetti e oggetti di passioni ancestrali e sanguigne; il potere esercitato dalla gentilezza, dalla raffinatezza e dalla intelligenza dei tedeschi e degli inglesi. Dalla cinematografia un po’ ingenua e di scadente contenuto artistico viene fuori un coacervo di stereotipi orientalisti e di rappresentazioni standardizzate proprie degli anni Cinquanta, quando l’immagine della Sicilia era fortemente schiacciata sulla descrizione di tanta letteratura romantica, pittura figurativa e fotografia realistica. Gli stessi luoghi scelti per le inquadrature sono quelli suggeriti dagli intellettuali che ammiravano la bellezza della natura e dei paesaggi della Sicilia, ma rimanevano abbastanza indifferenti alla vita sociale e alla lotta politica dei ceti subalterni che venivano rappresentati come semplici, felici e selvaggi.Pubblicazioni consigliate
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