In Italia è ormai riconosciuto che le regioni più facilmente esposte all’immigrazione sono quelle meridionali, sia per la facilità di approdare, data la difficoltà di controllare migliaia di chilometri di coste, sia perché la provenienza degli immigrati provenienti dall'Africa settentrionale passa dal sud dell’Italia. La Sicilia e la Calabria svolgono un ruolo strategico nelle rotte mediterranee dell’immigrazione, soprattutto nel momento del primo approdo. In seguito, l’immigrato si organizza per un secondo spostamento di tipo interno: dalle regioni di prima accoglienza a quelle che manifestano maggiori disponibilità d’inserimento lavorativo. Nel meridione l’immigrazione ha assunto connotazioni significative soprattutto nell’ultimo decennio, acquisendo le dimensioni strutturali di un fenomeno sociale e culturale con il quale la società si trova a convivere. Da un punto di vista qualitativo, considerando il fenomeno negli ultimi anni, non si può trascurare le condizioni della società in cui nasce e si sviluppa l’immigrazione. Le differenze registrabili non riguardano soltanto le destinazioni o gli obiettivi che si prefiggono chi migra ma soprattutto le ragioni che inducono il fenomeno stesso. Il considerevole aumento della popolazione dei paesi in via di sviluppo, la mancanza di condizioni di vita accettabili e di alcuni beni primari spinge la popolazione a lasciare il luogo in cui vive. Mutamenti politici e conflitti bellici, hanno creato un enorme potenziale d’immigrazione verso paesi, dove è più facile vivere e integrarsi. L’intento dei migranti è incentrato sul miglioramento della propria condizione di vita, pur se gradualmente con il passare del tempo questa motivazione è profondamente mutata, migliorare non significa più lavorare e fare economie per ritornare in futuro nel paese di origine.

Le nuove generazioni di immigrati nel meridione italiano tra integrazione e discriminazione

CRISAFULLI, Carmelo
Primo
2015-01-01

Abstract

In Italia è ormai riconosciuto che le regioni più facilmente esposte all’immigrazione sono quelle meridionali, sia per la facilità di approdare, data la difficoltà di controllare migliaia di chilometri di coste, sia perché la provenienza degli immigrati provenienti dall'Africa settentrionale passa dal sud dell’Italia. La Sicilia e la Calabria svolgono un ruolo strategico nelle rotte mediterranee dell’immigrazione, soprattutto nel momento del primo approdo. In seguito, l’immigrato si organizza per un secondo spostamento di tipo interno: dalle regioni di prima accoglienza a quelle che manifestano maggiori disponibilità d’inserimento lavorativo. Nel meridione l’immigrazione ha assunto connotazioni significative soprattutto nell’ultimo decennio, acquisendo le dimensioni strutturali di un fenomeno sociale e culturale con il quale la società si trova a convivere. Da un punto di vista qualitativo, considerando il fenomeno negli ultimi anni, non si può trascurare le condizioni della società in cui nasce e si sviluppa l’immigrazione. Le differenze registrabili non riguardano soltanto le destinazioni o gli obiettivi che si prefiggono chi migra ma soprattutto le ragioni che inducono il fenomeno stesso. Il considerevole aumento della popolazione dei paesi in via di sviluppo, la mancanza di condizioni di vita accettabili e di alcuni beni primari spinge la popolazione a lasciare il luogo in cui vive. Mutamenti politici e conflitti bellici, hanno creato un enorme potenziale d’immigrazione verso paesi, dove è più facile vivere e integrarsi. L’intento dei migranti è incentrato sul miglioramento della propria condizione di vita, pur se gradualmente con il passare del tempo questa motivazione è profondamente mutata, migliorare non significa più lavorare e fare economie per ritornare in futuro nel paese di origine.
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