Nata cotne agenzia umanitaria temporanea ed erede di una parte delle competenze dell'Unrra, l'Unicef rappresentò, soprattutto dopo la sua definitiva istituzionalizzazione nel 1953, uno dei poli del sistema di assistenza tecnica dell'Onu. In Europa, l'Italia fu il secondo beneficiario ma, dal momento in cui fu ammessa all'Unicef, si dovette confrontare con la questione dello sviluppo, che acquisì uno spazio crescente nell'agenda politica dell'Onu a partire dagli anni Cinquanta. Lo fece, dunque, nella doppia veste di paese esclusivamente beneficiario di assistenza, che connotò i primi anni della ricostruzione, e successivamente sia come membro del Fondo sia, a partire dal 1955, delle Nazioni Unite, dove dovette affrontare le istanze dei paesi in via di sviluppo. Partendo da questa ambivalenza della posizione italiana fra la condizione di beneficiario e quella di donatore di aiuti internazionali e sulla base della scansione temporale che ne deriva, questo contributo intende ricordare alcuni aspetti e momenti della presenza italiana all'Onu fra il dopoguerra e gli anni Sessanta. Si è scelto di utilizzare l'analisi dei rapporti fra l'Italia e il Fondo per l'infanzia, in quanto organismo interessante per l'evoluzione del dibattito sullo sviluppo, come punto di osservazione della politica italiana di cooperazione economica e sociale in ambito multilaterale.

Aspetti e momenti della presenza italiana all'Onu: i rapporti con l'Unicef dalla ricostruzione agli anni Sessanta

VILLANI, ANGELA
2017-01-01

Abstract

Nata cotne agenzia umanitaria temporanea ed erede di una parte delle competenze dell'Unrra, l'Unicef rappresentò, soprattutto dopo la sua definitiva istituzionalizzazione nel 1953, uno dei poli del sistema di assistenza tecnica dell'Onu. In Europa, l'Italia fu il secondo beneficiario ma, dal momento in cui fu ammessa all'Unicef, si dovette confrontare con la questione dello sviluppo, che acquisì uno spazio crescente nell'agenda politica dell'Onu a partire dagli anni Cinquanta. Lo fece, dunque, nella doppia veste di paese esclusivamente beneficiario di assistenza, che connotò i primi anni della ricostruzione, e successivamente sia come membro del Fondo sia, a partire dal 1955, delle Nazioni Unite, dove dovette affrontare le istanze dei paesi in via di sviluppo. Partendo da questa ambivalenza della posizione italiana fra la condizione di beneficiario e quella di donatore di aiuti internazionali e sulla base della scansione temporale che ne deriva, questo contributo intende ricordare alcuni aspetti e momenti della presenza italiana all'Onu fra il dopoguerra e gli anni Sessanta. Si è scelto di utilizzare l'analisi dei rapporti fra l'Italia e il Fondo per l'infanzia, in quanto organismo interessante per l'evoluzione del dibattito sullo sviluppo, come punto di osservazione della politica italiana di cooperazione economica e sociale in ambito multilaterale.
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