Lo scultore e architetto fiorentino G. Montorsoli giungeva a Messina nel 1547 per realizzare una fontana monumentale davanti alla chiesa maggiore della città. Si lasciava alle spalle l'esperienza genovese al servizio di Andrea Doria, seguita al tirocinio fiorentino sotto la guida di Michelangelo, nei lavori della Sacrestia Nuova. Il metodo interpretativo dello spazio rinascimentale, non ancora esperito in Sicilia, lo guidava ad un'impresa di complessa esecuzione, entro cui andavano coniugate, con i criteri del progetto di architettura, istanze locali di difficile complementarità. Eterodossia riformista e Neoplatonismo trovavano un singolare accordo nella definizione progettuale all'ombra di una mitologia della fondazione urbana. Tra l'esordio operativo e il suo ultimo atto nella Città dello Stretto correva un decennio di importanti innovazioni nella politica del viceregno. Tuttavia la sua ultima opera nasceva nell'intento di lanciare un vibrante monito in difesa delle origini talassiche della città, traendo ispirazione dal mito del mare omerico che i suoi occhi potevano rivivere in riva allo Stretto. La fonte di Nettuno avrebbe definito un modello destinato a fare scuola nella fiorentina piazza della Signoria e ancora a Bologna, in piazza Maggiore.

Firenze per sempre. Oltre Poseidon/Nettuno, la città

ARICO', Nicola
2013

Abstract

Lo scultore e architetto fiorentino G. Montorsoli giungeva a Messina nel 1547 per realizzare una fontana monumentale davanti alla chiesa maggiore della città. Si lasciava alle spalle l'esperienza genovese al servizio di Andrea Doria, seguita al tirocinio fiorentino sotto la guida di Michelangelo, nei lavori della Sacrestia Nuova. Il metodo interpretativo dello spazio rinascimentale, non ancora esperito in Sicilia, lo guidava ad un'impresa di complessa esecuzione, entro cui andavano coniugate, con i criteri del progetto di architettura, istanze locali di difficile complementarità. Eterodossia riformista e Neoplatonismo trovavano un singolare accordo nella definizione progettuale all'ombra di una mitologia della fondazione urbana. Tra l'esordio operativo e il suo ultimo atto nella Città dello Stretto correva un decennio di importanti innovazioni nella politica del viceregno. Tuttavia la sua ultima opera nasceva nell'intento di lanciare un vibrante monito in difesa delle origini talassiche della città, traendo ispirazione dal mito del mare omerico che i suoi occhi potevano rivivere in riva allo Stretto. La fonte di Nettuno avrebbe definito un modello destinato a fare scuola nella fiorentina piazza della Signoria e ancora a Bologna, in piazza Maggiore.
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