Si esamina il disposto dell’art. 183 bis c.p.c., introdotto con d.l. 132 del 2014, convertito in l. 162 del 2014. La norma contempla una possibilità di mutamento del rito ordinario in rito sommario di cognizione, lite pendente. Attraverso una rielaborazione della norma che consenta di comprendere tempi e modi della translatio e di verificare i limiti del potere esercitato dal giudice, si esprimono forti critiche nei confronti del nuovo istituto.

Il mutamento di rito come rimedio ai mali della giustizia civile

Basilico G.
2017-01-01

Abstract

Si esamina il disposto dell’art. 183 bis c.p.c., introdotto con d.l. 132 del 2014, convertito in l. 162 del 2014. La norma contempla una possibilità di mutamento del rito ordinario in rito sommario di cognizione, lite pendente. Attraverso una rielaborazione della norma che consenta di comprendere tempi e modi della translatio e di verificare i limiti del potere esercitato dal giudice, si esprimono forti critiche nei confronti del nuovo istituto.
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