Tracce di un fecondo confronto con Ovidio e, in particolare, con la sua produzione dell’esilio affiorano nella praefatio epistolare del c. 22 di Sidonio, delineando l'esistenza di un paratesto 'espanso' che deborda nei primi versi del componimento e che sviluppa una riflessione organica sullo statuto del canto e sul rapporto con l’orizzonte d’attesa del pubblico. Emergono inoltre nuovi indizi della fortuna dell'Ibis nella Gallia tardoantica.

La parola e il silenzio. Echi dell'ultimo Ovidio in un dittico paratestuale sidoniano

Marco Onorato
2020

Abstract

Tracce di un fecondo confronto con Ovidio e, in particolare, con la sua produzione dell’esilio affiorano nella praefatio epistolare del c. 22 di Sidonio, delineando l'esistenza di un paratesto 'espanso' che deborda nei primi versi del componimento e che sviluppa una riflessione organica sullo statuto del canto e sul rapporto con l’orizzonte d’attesa del pubblico. Emergono inoltre nuovi indizi della fortuna dell'Ibis nella Gallia tardoantica.
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