La ricerca dell’identità continentale fu la costante aspirazione del pensiero politico iberoamericano durante tutto il corso dell’Ottocento. La nuova realtà in trasformazione ebbe, nel corso del secolo, due modelli con cui confrontarsi: l’Europa, che rappresentava la madrepatria, e gli Stati Uniti, come nuovo modello politico di riferimento. Il rapporto che la realtà iberoamericana ebbe con l’Europa fu sempre conflittuale, anche dopo che la maggior parte delle colonie avevano ormai raggiunto l’indipendenza. L’intimità tra i due continenti aveva causato, secondo Zea, una relazione dialettica di accettazione e contemporaneamente di rifiuto della realtà latinoamericana verso l’Europa, i pensatori latinoamericani erano portati perciò a desiderare di essere qualcosa di diverso da ciò che erano stati. Costoro si sforzavano di passare da una sequenza storica che avevano ereditato ad un’altra che consideravano estranea, anche se necessaria. Da qui, dopo l’indipendenza il mito degli Stati Uniti. L’esperienza spagnola aveva determinato, in quelle aree, il passaggio da una cultura europea ad una meticcia, con tutta la problematica della conquista e le sue utopie sociali. Questa situazione si concretizzò attraverso la particolare impronta scolastica della cultura coloniale del secolo XVIII.

Civiltà e barbarie nel pensiero politico iberoamericano: Sarmiento, il Facundo e il confine del vecchio mondo.

Cannataro I.
2020

Abstract

La ricerca dell’identità continentale fu la costante aspirazione del pensiero politico iberoamericano durante tutto il corso dell’Ottocento. La nuova realtà in trasformazione ebbe, nel corso del secolo, due modelli con cui confrontarsi: l’Europa, che rappresentava la madrepatria, e gli Stati Uniti, come nuovo modello politico di riferimento. Il rapporto che la realtà iberoamericana ebbe con l’Europa fu sempre conflittuale, anche dopo che la maggior parte delle colonie avevano ormai raggiunto l’indipendenza. L’intimità tra i due continenti aveva causato, secondo Zea, una relazione dialettica di accettazione e contemporaneamente di rifiuto della realtà latinoamericana verso l’Europa, i pensatori latinoamericani erano portati perciò a desiderare di essere qualcosa di diverso da ciò che erano stati. Costoro si sforzavano di passare da una sequenza storica che avevano ereditato ad un’altra che consideravano estranea, anche se necessaria. Da qui, dopo l’indipendenza il mito degli Stati Uniti. L’esperienza spagnola aveva determinato, in quelle aree, il passaggio da una cultura europea ad una meticcia, con tutta la problematica della conquista e le sue utopie sociali. Questa situazione si concretizzò attraverso la particolare impronta scolastica della cultura coloniale del secolo XVIII.
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