Con la caduta del muro di Berlino è scomparso il simbolo dell’ordine della guerra fredda, fondato su regole del gioco semplici e coerenti e su dinamiche Est- Ovest riconoscibili. Quell’ordine aveva consentito di spostare i conflitti verso le periferie, neutralizzando antiche dispute, rivalità etniche e religiose, tensioni divaria natura che a partire dagli anni Novanta sono riemerse con forza . La fine della guerra fredda ha aperto, per un verso, orizzonti di libertà, e la liberaldemocrazia è apparsa come modello efficiente di organizzazione delle società moderne. Nel contempo sono emersi nuovi attori nel sistema internazionale, i cui interessi hanno fatto sorgere equilibri e obiettivi diversi rispetto a quelli lasciati in eredità dal conflitto bipolare. La globalizzazione ha infine suscitato, e non tanto paradossalmente, pulsioni nazionalistiche e innescato conseguenti politiche pubbliche af- fatto diverse dal passato. Questo contributo vuole partire proprio da tali riflessioni per proporre alcune chiavi di lettura circa gli scenari aperti dalla fine del conflitto bipolare fino alla vigilia della crisi economico-finanziaria del 2008-2009.

1989-2008: i muri dell’ordine, il disordine della libertà

Villani Angela
Co-primo
2021-01-01

Abstract

Con la caduta del muro di Berlino è scomparso il simbolo dell’ordine della guerra fredda, fondato su regole del gioco semplici e coerenti e su dinamiche Est- Ovest riconoscibili. Quell’ordine aveva consentito di spostare i conflitti verso le periferie, neutralizzando antiche dispute, rivalità etniche e religiose, tensioni divaria natura che a partire dagli anni Novanta sono riemerse con forza . La fine della guerra fredda ha aperto, per un verso, orizzonti di libertà, e la liberaldemocrazia è apparsa come modello efficiente di organizzazione delle società moderne. Nel contempo sono emersi nuovi attori nel sistema internazionale, i cui interessi hanno fatto sorgere equilibri e obiettivi diversi rispetto a quelli lasciati in eredità dal conflitto bipolare. La globalizzazione ha infine suscitato, e non tanto paradossalmente, pulsioni nazionalistiche e innescato conseguenti politiche pubbliche af- fatto diverse dal passato. Questo contributo vuole partire proprio da tali riflessioni per proporre alcune chiavi di lettura circa gli scenari aperti dalla fine del conflitto bipolare fino alla vigilia della crisi economico-finanziaria del 2008-2009.
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