Il contributo propone una riflessione su recenti tentativi di ricostruzione del programma decorativo dei monumenta pompeiani, attraverso l’analisi delle testimonianze di Plinio, di Taziano e di alcuni frammenti epigrafici. Il cosiddetto ‘catalogo delle statue’ nell’Oratio ad Graecos, considerato un tempo assemblaggio scaturito dal furore polemico dell’apologista, privo di fondamento storico, oggi rivalutato ed interpretato come risultato di personale autopsia durante il suo soggiorno romano, non può tuttavia essere utilizzato per ricostruire automaticamente il programma decorativo del complesso pompeiano. Una differente interpretazione di un passo della Naturalis historia in cui si menzionano due effigies mirabiles fama, collocate, secondo Plinio, in ornamentis theatri e ricordate anche nell’elenco tazianeo ingenera perplessità circa il fatto che il complesso pompeiano fosse caratterizzato, come si è ritenuto finora, da un’ampia presenza di statue femminili e sulle conseguenti ricostruzioni dei suoi motivi decorativi incentrati sul tema dell’eros. This paper offers a reflection on recent attempts to reconstruct the decorative program of Pompeian monuments, through the analysis of the testimonies of Pliny, Tatian and some epigraphic fragments. The so-called 'catalog of statues' in the Oratio ad Graecos, once considered an assembly resulting from the apologist’s polemic anger, without historical foundation, now re-evaluated and interpreted as the result of a personal autopsy during his stay in Rome, can not be used to reconstruct the decorative program of the Pompeian complex, automatically. A different interpretation of a passage from Naturalis historia, in which two effigies mirabiles fama are mentioned, placed, according to Pliny, in ornamentis theatri and also mentioned in the Tatian’s list, creates doubts about the fact that the Pompeian complex was characterized, as it has been believed up until now, by a huge presence of female statues and by the consequent reconstructions of its decorative motifs focused on the theme of eros.

Comunicazione visiva e memoria selettiva: il complesso pompeiano di Campo Marzio e il "catalogo delle statue" di Taziano

Elena Caliri
2022

Abstract

Il contributo propone una riflessione su recenti tentativi di ricostruzione del programma decorativo dei monumenta pompeiani, attraverso l’analisi delle testimonianze di Plinio, di Taziano e di alcuni frammenti epigrafici. Il cosiddetto ‘catalogo delle statue’ nell’Oratio ad Graecos, considerato un tempo assemblaggio scaturito dal furore polemico dell’apologista, privo di fondamento storico, oggi rivalutato ed interpretato come risultato di personale autopsia durante il suo soggiorno romano, non può tuttavia essere utilizzato per ricostruire automaticamente il programma decorativo del complesso pompeiano. Una differente interpretazione di un passo della Naturalis historia in cui si menzionano due effigies mirabiles fama, collocate, secondo Plinio, in ornamentis theatri e ricordate anche nell’elenco tazianeo ingenera perplessità circa il fatto che il complesso pompeiano fosse caratterizzato, come si è ritenuto finora, da un’ampia presenza di statue femminili e sulle conseguenti ricostruzioni dei suoi motivi decorativi incentrati sul tema dell’eros. This paper offers a reflection on recent attempts to reconstruct the decorative program of Pompeian monuments, through the analysis of the testimonies of Pliny, Tatian and some epigraphic fragments. The so-called 'catalog of statues' in the Oratio ad Graecos, once considered an assembly resulting from the apologist’s polemic anger, without historical foundation, now re-evaluated and interpreted as the result of a personal autopsy during his stay in Rome, can not be used to reconstruct the decorative program of the Pompeian complex, automatically. A different interpretation of a passage from Naturalis historia, in which two effigies mirabiles fama are mentioned, placed, according to Pliny, in ornamentis theatri and also mentioned in the Tatian’s list, creates doubts about the fact that the Pompeian complex was characterized, as it has been believed up until now, by a huge presence of female statues and by the consequent reconstructions of its decorative motifs focused on the theme of eros.
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