Nel periodo arcaico e classico, in particolare nell’età dei tiranni, tra il VI e il V sec. a.C., Gela era una polis di primo piano nello scacchiere mediterraneo; ciononostante, a differenza di altre colonie greche di Sicilia, non abbiamo ancora una visione chiara della forma e delle dimensioni del suo centro urbano né dell’articolazione interna degli spazi pubblici e privati. Il presente lavoro propone quindi un riesame d'insieme dei dati archeologici finora noti con l’obiettivo di risalire, quanto più possibile, all’immagine della città antica nel momento della sua massima potenza, anche mettendo in discussione alcune ipotesi avanzate dagli studiosi nel secolo scorso e ribadite in tempi più recenti. La disamina ha come oggetto in particolare i resti dei percorsi stradali, sia sulla sommità della collina sia sui pendii, nonché le testimonianze riferibili all’espansione, finora molto sottovalutata, del tessuto urbano da una parte verso la costa e dall’altra verso la pianura. Il disegno della città che scaturisce dallo studio è assai diverso, sotto molteplici aspetti, da quello solitamente presentato e impone anche una nuova formulazione del problema del confronto tra la città arcaico-classica e quella medievale che vi si è sovrapposta.

Sviluppo del paesaggio urbano a Gela: la maglia stradale e il perimetro dell'asty in età arcaica e classica.

Spagnolo Grazia Vera Maria
2021-01-01

Abstract

Nel periodo arcaico e classico, in particolare nell’età dei tiranni, tra il VI e il V sec. a.C., Gela era una polis di primo piano nello scacchiere mediterraneo; ciononostante, a differenza di altre colonie greche di Sicilia, non abbiamo ancora una visione chiara della forma e delle dimensioni del suo centro urbano né dell’articolazione interna degli spazi pubblici e privati. Il presente lavoro propone quindi un riesame d'insieme dei dati archeologici finora noti con l’obiettivo di risalire, quanto più possibile, all’immagine della città antica nel momento della sua massima potenza, anche mettendo in discussione alcune ipotesi avanzate dagli studiosi nel secolo scorso e ribadite in tempi più recenti. La disamina ha come oggetto in particolare i resti dei percorsi stradali, sia sulla sommità della collina sia sui pendii, nonché le testimonianze riferibili all’espansione, finora molto sottovalutata, del tessuto urbano da una parte verso la costa e dall’altra verso la pianura. Il disegno della città che scaturisce dallo studio è assai diverso, sotto molteplici aspetti, da quello solitamente presentato e impone anche una nuova formulazione del problema del confronto tra la città arcaico-classica e quella medievale che vi si è sovrapposta.
978-88-5491-185-7
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