L’analisi di Racconti romani, adattamento cinematografico dell’omonima raccolta di racconti di Alberto Moravia, intende indagare il ruolo svolto dal paesaggio urbano nella costruzione dell’esperienza spettatoriale del cinema popolare italiano degli anni Cinquanta. Attraverso l’esame delle strategie di messa in scena, delle scelte di inquadratura e delle modalità di articolazione dello spazio cittadino, il contributo mostra come la Roma rappresentata da Franciolini trascenda la semplice funzione di sfondo narrativo per assumere una rilevante funzione attrazionale e immaginaria. Il film costruisce infatti un’immagine della capitale capace di combinare riconoscibilità quotidiana e valorizzazione spettacolare, favorendo processi di identificazione, desiderio e proiezione da parte del pubblico contemporaneo. In questa prospettiva, il paesaggio cinematografico viene interpretato come un dispositivo culturale che media il rapporto tra spettatore e spazio urbano, contribuendo alla formazione di specifici immaginari della città nell’Italia del miracolo economico. L’analisi suggerisce infine come tali pratiche di rappresentazione anticipino alcune dinamiche tipiche del turismo cinematografico e della costruzione simbolica delle destinazioni urbane attraverso i media.

L’uso attrazionale del paesaggio in Racconti romani

Federico Vitella
2021-01-01

Abstract

L’analisi di Racconti romani, adattamento cinematografico dell’omonima raccolta di racconti di Alberto Moravia, intende indagare il ruolo svolto dal paesaggio urbano nella costruzione dell’esperienza spettatoriale del cinema popolare italiano degli anni Cinquanta. Attraverso l’esame delle strategie di messa in scena, delle scelte di inquadratura e delle modalità di articolazione dello spazio cittadino, il contributo mostra come la Roma rappresentata da Franciolini trascenda la semplice funzione di sfondo narrativo per assumere una rilevante funzione attrazionale e immaginaria. Il film costruisce infatti un’immagine della capitale capace di combinare riconoscibilità quotidiana e valorizzazione spettacolare, favorendo processi di identificazione, desiderio e proiezione da parte del pubblico contemporaneo. In questa prospettiva, il paesaggio cinematografico viene interpretato come un dispositivo culturale che media il rapporto tra spettatore e spazio urbano, contribuendo alla formazione di specifici immaginari della città nell’Italia del miracolo economico. L’analisi suggerisce infine come tali pratiche di rappresentazione anticipino alcune dinamiche tipiche del turismo cinematografico e della costruzione simbolica delle destinazioni urbane attraverso i media.
2021
9788855535311
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