Si prende in esame la serie animata Netflix Strappare lungo i bordi (2021, di Zerocalcare), interessante dai punti di vista linguistico, glottodidattico e semiologico per almeno quattro aspetti: narratologico, sociolinguistico, pragmatico e multimodale. Il presente contributo si propone di analizzare le seguenti tipologie di fenomeni. 1. La plurivocità narrativa mediante l'uso di una sola voce recitante; l’autore dei disegni e dei testi (Michele Rech, in arte Zerocalcare), infatti, dà la voce non soltanto al narratore e al personaggio protagonista, ma anche a tutti gli altri personaggi (a eccezione dell’ultima puntata), fuorché alla propria coscienza, rappresentata dall’armadillo doppiato da Valerio Mastandrea; oltre alla voce, passano ai locutori anche il repertorio lessicale e il dialetto del protagonista, in quello che potremmo definire un discorso diretto diastraticamente rivissuto. 2. Gli elementi di distacco dall'italiano standard (in direzione dialettale, regionale e gergale); spiccano, nelle sei puntate, espressioni gergo-romanesche quali sottone ‘che sta sotto, perdente, sfigato’; accollà ‘farsi carico di, appiccicarsi a, essere invadente’; rosicà ‘provare invidia o disappunto’; faccio pippa ‘abbozzo, desisto’ (sugli usi neodialettali dei nuovi audiovisivi cfr. Rossi/Minuto 2020). 3. Gli elementi di resa del dialogo (a tre livelli: del protagonista-narratore con sé stesso, col pubblico, con gli altri personaggi: sui fenomeni di interlocuzione multipla nei testi teatrali e audiovisivi cfr. Rossi 2020) mediante segnali discorsivi quali Dai su, Ma incipitario, O e Ahó, Guarda ecc. 4. L'orchestrazione di risorse semiotiche: grafico-registica (incluso il montaggio), acustica (musiche e rumori) e verbale (dialoghi e monologhi, scritti e parlati; sull’orchestrazione multimodale cfr. Kress 2010). Quanto al punto 2, si dà conto anche delle polemiche mediatiche sull'uso, per taluni eccessivo e criptico, del dialetto romanesco. E anche a taluni elementi lessicali e morfosintattici superstandard, come «lo strumento del welfare assistenziale emergenziale estremo su cui si fonda in ultima istanza questo Paese». Quanto al punto 3 si analizzano anche le principali strategie retoriche, come gli ammiccamenti agli spettatori e i riferimenti metacomunicativi. I risultati attesi dall’analisi vanno nella direzione di una ricchezza di risorse e di repertorio da un lato prototipica dei prodotti neotelevisivi, dall’altro superiore alla media dei prodotti siffatti.

Zerocalcare, Strappare lungo i bordi: un prototipo (controverso) di orchestrazione linguistica (lingua, dialetto, gergo) e multimodale

Fabio Rossi
2024-01-01

Abstract

Si prende in esame la serie animata Netflix Strappare lungo i bordi (2021, di Zerocalcare), interessante dai punti di vista linguistico, glottodidattico e semiologico per almeno quattro aspetti: narratologico, sociolinguistico, pragmatico e multimodale. Il presente contributo si propone di analizzare le seguenti tipologie di fenomeni. 1. La plurivocità narrativa mediante l'uso di una sola voce recitante; l’autore dei disegni e dei testi (Michele Rech, in arte Zerocalcare), infatti, dà la voce non soltanto al narratore e al personaggio protagonista, ma anche a tutti gli altri personaggi (a eccezione dell’ultima puntata), fuorché alla propria coscienza, rappresentata dall’armadillo doppiato da Valerio Mastandrea; oltre alla voce, passano ai locutori anche il repertorio lessicale e il dialetto del protagonista, in quello che potremmo definire un discorso diretto diastraticamente rivissuto. 2. Gli elementi di distacco dall'italiano standard (in direzione dialettale, regionale e gergale); spiccano, nelle sei puntate, espressioni gergo-romanesche quali sottone ‘che sta sotto, perdente, sfigato’; accollà ‘farsi carico di, appiccicarsi a, essere invadente’; rosicà ‘provare invidia o disappunto’; faccio pippa ‘abbozzo, desisto’ (sugli usi neodialettali dei nuovi audiovisivi cfr. Rossi/Minuto 2020). 3. Gli elementi di resa del dialogo (a tre livelli: del protagonista-narratore con sé stesso, col pubblico, con gli altri personaggi: sui fenomeni di interlocuzione multipla nei testi teatrali e audiovisivi cfr. Rossi 2020) mediante segnali discorsivi quali Dai su, Ma incipitario, O e Ahó, Guarda ecc. 4. L'orchestrazione di risorse semiotiche: grafico-registica (incluso il montaggio), acustica (musiche e rumori) e verbale (dialoghi e monologhi, scritti e parlati; sull’orchestrazione multimodale cfr. Kress 2010). Quanto al punto 2, si dà conto anche delle polemiche mediatiche sull'uso, per taluni eccessivo e criptico, del dialetto romanesco. E anche a taluni elementi lessicali e morfosintattici superstandard, come «lo strumento del welfare assistenziale emergenziale estremo su cui si fonda in ultima istanza questo Paese». Quanto al punto 3 si analizzano anche le principali strategie retoriche, come gli ammiccamenti agli spettatori e i riferimenti metacomunicativi. I risultati attesi dall’analisi vanno nella direzione di una ricchezza di risorse e di repertorio da un lato prototipica dei prodotti neotelevisivi, dall’altro superiore alla media dei prodotti siffatti.
2024
979-12-5496-180-3
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.
Pubblicazioni consigliate

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11570/3313431
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact