Il contributo presenta una ricerca svolta nel contesto di un progetto di intervento sociale destinato al contrasto della povertà educativa in un’area marginale del Mezzogiorno. Gli autori — nel loro duplice ruolo di sociologi accademici e valutatori — si concentrano sugli aspetti della loro attività che, oltre a presidiare la dimensione tecnica e procedurale, hanno investito le dinamiche di apprendimento collettivo e rielaborazione, valorizzando le situazioni di “spiazzamento” emergenti sul campo in quanto momenti generativi di nuova conoscenza e cambiamento. Sotto il profilo metodologico, l’attività è stata improntata all'uso di metodi misti che hanno permesso di interagire con i principali attori della rete di partenariato (scuola, terzo settore, volontariato) coinvolti nella realizzazione del progetto, favorendo dinamiche comuni di pratica e la negoziazione di un linguaggio comune attorno al concetto di "comunità educante". L’analisi mette in luce le sfide intrinseche al posizionamento del valutatore, tra l’aderenza al mandato della committenza e la necessità di ascolto delle istanze territoriali. Dalla ricerca emergono poi le tensioni tra le diverse culture organizzative coinvolte, oscillanti tra forme di "iper-burocratizzazione" e contesti maggiormente informali, tipici delle piccole realtà del volontariato locale. In conclusione, il contributo sottolinea come la valutazione, se intesa come processo di co-produzione di conoscenza, possa supportare la sostenibilità dei progetti nel tempo, rendendoli più flessibili e radicati nei contesti di riferimento, contrastando al contempo la frammentazione delle azioni di prevenzione e contrasto della povertà educativa in territori che presentano serie criticità ambientali.
Costruire la valutazione con gli attori del progetto: un'esperienza nel Sud Italia
Biagiotti, Andrea;Tarsia, Tiziana
2025-01-01
Abstract
Il contributo presenta una ricerca svolta nel contesto di un progetto di intervento sociale destinato al contrasto della povertà educativa in un’area marginale del Mezzogiorno. Gli autori — nel loro duplice ruolo di sociologi accademici e valutatori — si concentrano sugli aspetti della loro attività che, oltre a presidiare la dimensione tecnica e procedurale, hanno investito le dinamiche di apprendimento collettivo e rielaborazione, valorizzando le situazioni di “spiazzamento” emergenti sul campo in quanto momenti generativi di nuova conoscenza e cambiamento. Sotto il profilo metodologico, l’attività è stata improntata all'uso di metodi misti che hanno permesso di interagire con i principali attori della rete di partenariato (scuola, terzo settore, volontariato) coinvolti nella realizzazione del progetto, favorendo dinamiche comuni di pratica e la negoziazione di un linguaggio comune attorno al concetto di "comunità educante". L’analisi mette in luce le sfide intrinseche al posizionamento del valutatore, tra l’aderenza al mandato della committenza e la necessità di ascolto delle istanze territoriali. Dalla ricerca emergono poi le tensioni tra le diverse culture organizzative coinvolte, oscillanti tra forme di "iper-burocratizzazione" e contesti maggiormente informali, tipici delle piccole realtà del volontariato locale. In conclusione, il contributo sottolinea come la valutazione, se intesa come processo di co-produzione di conoscenza, possa supportare la sostenibilità dei progetti nel tempo, rendendoli più flessibili e radicati nei contesti di riferimento, contrastando al contempo la frammentazione delle azioni di prevenzione e contrasto della povertà educativa in territori che presentano serie criticità ambientali.| File | Dimensione | Formato | |
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