L’invasione mongola dell’Europa, negli anni Quaranta del XIII secolo, generò in tutta la cristianità latina un clima di paura e preoccupazione, che spinse numerose comunità a lasciare la propria terra per fuggire verso l’area mediterranea. Allo stesso tempo, si sviluppò un flusso migratorio in senso inverso, costituito da prigionieri che dall’Europa furono deportati nelle steppe asiatiche; all’interno di questi flussi circolarono numerose maestranze che, grazie alla loro arte, riuscirono a stabilirsi nell’Impero mongolo e a farsi apprezzare. Le testimonianze dei fuggiaschi e la paura che i mongoli depredassero altre città nel cuore dell’Europa e facessero tutti i latini loro prigionieri generarono un’angoscia generale, la quale determinò la diffusione di una rappresentazione “tartarica” dei mongoli. Proprio questa costruzione dell’alterità asiatica contribuì a stimolare, a partire dal 1245, una nuova mobilità verso l’Estremo Oriente: missionari e ambasciatori latini raggiunsero i territori mongoli, trasferendo anche idee e posizioni eterodosse scarsamente tollerate in Europa. Il saggio mira a fornire alcune note sulla complessità dei processi di migrazione di persone, arti e idee tra Europa e regioni mongole
Processi migratori tra Occidente latino e Oriente mongolo. Alcune note
Giovanni Di BellaPrimo
2025-01-01
Abstract
L’invasione mongola dell’Europa, negli anni Quaranta del XIII secolo, generò in tutta la cristianità latina un clima di paura e preoccupazione, che spinse numerose comunità a lasciare la propria terra per fuggire verso l’area mediterranea. Allo stesso tempo, si sviluppò un flusso migratorio in senso inverso, costituito da prigionieri che dall’Europa furono deportati nelle steppe asiatiche; all’interno di questi flussi circolarono numerose maestranze che, grazie alla loro arte, riuscirono a stabilirsi nell’Impero mongolo e a farsi apprezzare. Le testimonianze dei fuggiaschi e la paura che i mongoli depredassero altre città nel cuore dell’Europa e facessero tutti i latini loro prigionieri generarono un’angoscia generale, la quale determinò la diffusione di una rappresentazione “tartarica” dei mongoli. Proprio questa costruzione dell’alterità asiatica contribuì a stimolare, a partire dal 1245, una nuova mobilità verso l’Estremo Oriente: missionari e ambasciatori latini raggiunsero i territori mongoli, trasferendo anche idee e posizioni eterodosse scarsamente tollerate in Europa. Il saggio mira a fornire alcune note sulla complessità dei processi di migrazione di persone, arti e idee tra Europa e regioni mongolePubblicazioni consigliate
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