Per mostrare ai giudici di non essersi mai occupato degli affari pubblici – e dunque per difendersi dall’accusa di corrompere i giovani – il Socrate platonico dichiara di non essere mai stato un διδάσκαλος (Apol. 33a5-6). Una simile affermazione solleva una questione fondamentale: come è possibile parlare di παιδεία con riferimento a qualcuno che si dice «maestro di nessuno»? Per tentare di fornire una risposta è necessario prendere in considerazione altre testimonianze sulla filosofia socratica, in cui il tema della παιδεία – dei suoi metodi e dei suoi effetti – si rivela l’oggetto di un vero e proprio ‘dibattito’ sorto all’interno della cerchia socratica. In apparente contrasto con questa auto-rappresentazione di Socrate nell’Apologia, si trova infatti il dato che di παιδεία hanno scritto quasi tutti i Socratici di prima generazione. È guardando alle loro opere che l’affermazione del Socrate platonico appare non solo paradossale, ma anche in contraddizione con altre fonti. Solo ampliando l’analisi al complesso dei logoi Sokratikoi, tuttavia, alcuni di questi problemi interpretativi possono essere opportunamente inquadrati e affrontati. È quanto il presente contributo si propone di mostrare, prendendo ad esame alcuni passi scelti dagli scritti socratici di Senofonte (sezione II), due frammenti di Eschine di Sfetto (sezione III) e altri passaggi dei dialoghi platonici (sezione IV).
“Non sono mai stato maestro di nessuno”: i dibattiti sulla paideia nella letteratura socratica
Francesca Pentassuglio
2025-01-01
Abstract
Per mostrare ai giudici di non essersi mai occupato degli affari pubblici – e dunque per difendersi dall’accusa di corrompere i giovani – il Socrate platonico dichiara di non essere mai stato un διδάσκαλος (Apol. 33a5-6). Una simile affermazione solleva una questione fondamentale: come è possibile parlare di παιδεία con riferimento a qualcuno che si dice «maestro di nessuno»? Per tentare di fornire una risposta è necessario prendere in considerazione altre testimonianze sulla filosofia socratica, in cui il tema della παιδεία – dei suoi metodi e dei suoi effetti – si rivela l’oggetto di un vero e proprio ‘dibattito’ sorto all’interno della cerchia socratica. In apparente contrasto con questa auto-rappresentazione di Socrate nell’Apologia, si trova infatti il dato che di παιδεία hanno scritto quasi tutti i Socratici di prima generazione. È guardando alle loro opere che l’affermazione del Socrate platonico appare non solo paradossale, ma anche in contraddizione con altre fonti. Solo ampliando l’analisi al complesso dei logoi Sokratikoi, tuttavia, alcuni di questi problemi interpretativi possono essere opportunamente inquadrati e affrontati. È quanto il presente contributo si propone di mostrare, prendendo ad esame alcuni passi scelti dagli scritti socratici di Senofonte (sezione II), due frammenti di Eschine di Sfetto (sezione III) e altri passaggi dei dialoghi platonici (sezione IV).Pubblicazioni consigliate
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