Il contributo analizza il periodo ipotetico dell’irrealtà nelle varietà galloitaliche della Sicilia. Un precedente studio dedicato al medesimo tema (Mazzoleni 1999) aveva inteso isolare nelle varietà lombardo-sicule alcune strutture del periodo ipotetico, sostenendone una matrice settentrionale. L’analisi qui presentata mette in discussione questa ricostruzione, mostrando che molti di questi schemi considerati esclusivamente di origine settentrionale (per es. l’uso di forme di condizionale in -ra, -ia o -rissi per la codifica del periodo ipotetico) sono in realtà documentati anche nel siciliano popolare ottocentesco. L’ispezione accurata di diverse fonti permette di rintracciare sei combinazioni “ibride”, erroneamente classificate come esogene, che invece mostrano di avere una diffusione autonoma anche nel siciliano. A conferma dell’intervento del siciliano almeno come elemento di rinforzo nella creazione dei diversi tipi di periodo ipotetico dei centri galloitalici, si mostra come l’impiego del condizionale sia più evidente nelle varietà galloitaliche di area messinese (San Fratello e Fantina di Novara, in provincia di Messina, e Nicosia), nell’area, cioè, che meglio conserva questo modo verbale, laddove in centri ennesi come Aidone e Piazza Armerina prevale lo schema simmetrico a doppio congiuntivo imperfetto.

Ipotetiche dell’irrealtà nelle varietà lombardo-sicule e nel siciliano: un confronto in diacronia

Elvira Assenza
2025-01-01

Abstract

Il contributo analizza il periodo ipotetico dell’irrealtà nelle varietà galloitaliche della Sicilia. Un precedente studio dedicato al medesimo tema (Mazzoleni 1999) aveva inteso isolare nelle varietà lombardo-sicule alcune strutture del periodo ipotetico, sostenendone una matrice settentrionale. L’analisi qui presentata mette in discussione questa ricostruzione, mostrando che molti di questi schemi considerati esclusivamente di origine settentrionale (per es. l’uso di forme di condizionale in -ra, -ia o -rissi per la codifica del periodo ipotetico) sono in realtà documentati anche nel siciliano popolare ottocentesco. L’ispezione accurata di diverse fonti permette di rintracciare sei combinazioni “ibride”, erroneamente classificate come esogene, che invece mostrano di avere una diffusione autonoma anche nel siciliano. A conferma dell’intervento del siciliano almeno come elemento di rinforzo nella creazione dei diversi tipi di periodo ipotetico dei centri galloitalici, si mostra come l’impiego del condizionale sia più evidente nelle varietà galloitaliche di area messinese (San Fratello e Fantina di Novara, in provincia di Messina, e Nicosia), nell’area, cioè, che meglio conserva questo modo verbale, laddove in centri ennesi come Aidone e Piazza Armerina prevale lo schema simmetrico a doppio congiuntivo imperfetto.
2025
979-12-80182-40-1
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