Il contributo analizza criticamente il fenomeno della fast fashion, mettendone in luce l’impatto ambientale e sociale e il contrasto con i principi della green economy. Partendo dagli accordi internazionali sulla sicurezza del lavoro nel settore tessile, lo studio esamina il quadro normativo europeo in materia di sostenibilità delle filiere globali, con particolare attenzione alla Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD). L’analisi si concentra poi sul contesto italiano, valorizzando il ruolo delle reti-contratto come strumento di innovazione sostenibile per le imprese moda, e sulla riforma costituzionale del 2022, che rafforza la responsabilità ambientale e sociale dell’iniziativa economica privata. Ampio spazio è dedicato agli obblighi informativi dei produttori, al fenomeno del greenwashing e alla tutela dei consumatori contro le etichette ingannevoli. In conclusione, il lavoro riflette sulle prospettive di un mercato unico sostenibile, evidenziando il ruolo dell’informazione ambientale, del nuovo Regolamento Ecodesign e dei modelli di slow e responsible fashion come leve per superare il paradigma della moda veloce.
FAST FASHION VS GREEN ECONOMY. LA SFIDA PER UN MONDO SOSTENIBILE
Maria francesca Tommasini
2025-01-01
Abstract
Il contributo analizza criticamente il fenomeno della fast fashion, mettendone in luce l’impatto ambientale e sociale e il contrasto con i principi della green economy. Partendo dagli accordi internazionali sulla sicurezza del lavoro nel settore tessile, lo studio esamina il quadro normativo europeo in materia di sostenibilità delle filiere globali, con particolare attenzione alla Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD). L’analisi si concentra poi sul contesto italiano, valorizzando il ruolo delle reti-contratto come strumento di innovazione sostenibile per le imprese moda, e sulla riforma costituzionale del 2022, che rafforza la responsabilità ambientale e sociale dell’iniziativa economica privata. Ampio spazio è dedicato agli obblighi informativi dei produttori, al fenomeno del greenwashing e alla tutela dei consumatori contro le etichette ingannevoli. In conclusione, il lavoro riflette sulle prospettive di un mercato unico sostenibile, evidenziando il ruolo dell’informazione ambientale, del nuovo Regolamento Ecodesign e dei modelli di slow e responsible fashion come leve per superare il paradigma della moda veloce.Pubblicazioni consigliate
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