Nell’ampio panorama del dibattito filosofico novecentesco, volto a valorizzare l’eredità di Socrate in direzione della scelta di condurre una vita filosofica, emerge l’originalità della sua rilettura secondo Arendt, che intende pensare con Socrate e mediante Socrate, come strategia valida a evidenziare la sospettosa connessione fra la tradizione filosofica metafisica, inaugurata da Platone, e la catastrofe dei totalitarismi occidentali cui si assiste nel XX secolo. Ritornare a Socrate, insomma, è un’occasione privilegiata per immaginare come una diversa tradizione di pensiero avrebbe potuto dare avvio a una pratica filosofica e al contempo squisitamente politica, a partire da una differente interpretazione della condizione umana, in quanto ontologicamente radicata nella pluralità.
Hannah Arendt e la questione socratica della rilevanza politica del pensare
Maria Giacobello
2026-01-01
Abstract
Nell’ampio panorama del dibattito filosofico novecentesco, volto a valorizzare l’eredità di Socrate in direzione della scelta di condurre una vita filosofica, emerge l’originalità della sua rilettura secondo Arendt, che intende pensare con Socrate e mediante Socrate, come strategia valida a evidenziare la sospettosa connessione fra la tradizione filosofica metafisica, inaugurata da Platone, e la catastrofe dei totalitarismi occidentali cui si assiste nel XX secolo. Ritornare a Socrate, insomma, è un’occasione privilegiata per immaginare come una diversa tradizione di pensiero avrebbe potuto dare avvio a una pratica filosofica e al contempo squisitamente politica, a partire da una differente interpretazione della condizione umana, in quanto ontologicamente radicata nella pluralità.Pubblicazioni consigliate
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