Il contributo analizza il ruolo della figura di Apollo nella storia religiosa, politica e iconografica della polis di Rhegion, attraverso lo studio integrato della documentazione numismatica e della scultura monumentale. A partire dalla tirannide di Anaxileos (494 a.C.), la monetazione reggina subì profonde trasformazioni tipologiche e ponderali che riflettono le vicende politiche della città e il mutare delle sue relazioni nel contesto dello Stretto. Le prime emissioni presentano al diritto la testa frontale di leone, connessa al culto solare di Apollo e alla sua fusione con Helios nelle colonie calcidesi, mentre al rovescio compare la testa di vitello, probabilmente legata al mito di Eracle e al passaggio dell’eroe con i buoi di Gerione nello Stretto. Dopo la sconfitta cartaginese nella Battaglia di Imera e l’ingresso della città nell’orbita siracusana, la monetazione si adeguò allo standard attico e adottò nuovi tipi iconografici, tra cui la biga di mule guidata da Helios e la lepre. Con la caduta della tirannide nel 461 a.C. e il ritorno a un assetto oligarchico, la zecca di Rhegion riprese a coniare monete caratterizzate dalla figura di una divinità barbuta seduta in trono, oggetto di un ampio dibattito interpretativo. Attraverso confronti iconografici e numismatici, l’autore propone l’identificazione della figura con Asclepio, successivamente trasformata in una rappresentazione sempre più apollinea fino alla comparsa della celebre testa di Apollo di profilo, nota come “Apollo a capelli corti”. Tali emissioni, realizzate anche da incisori di grande livello come Kratesippos e forse influenzate dall’attività del maestro siracusano Euainetos, si collocano nel contesto delle guerre nello Stretto e dei rapporti con Atene durante la Guerra del Peloponneso. La continuità del culto apollineo emerge anche nelle emissioni successive, dall’età di Agatocle fino alle serie in bronzo della Seconda guerra punica, quando Rhegion rimase uno dei principali baluardi romani in Calabria. In questo periodo le tipologie monetali mostrano un’ampia varietà di immagini legate ad Apollo e Artemide, testimonianza del ruolo persistente delle divinità poliadi nella propaganda civica e militare. L’analisi si estende infine alla lettura iconografica del cosiddetto “kouros di Reggio”, conservato al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. Il confronto con i tetradrammi di Leontinoi consente di ricostruire la presenza originaria di una corona d’alloro sulla testa della statua e di ipotizzare ulteriori attributi, come phiale e arco, confermando l’identificazione della figura con Apollo. La statua potrebbe essere stata un ex voto dedicato dallo stesso Anaxileos e successivamente deposto in un bothros dopo la caduta della tirannide, episodio che ne avrebbe garantito la straordinaria conservazione. Nel complesso, il lavoro evidenzia come la figura di Apollo costituisca un elemento identitario centrale per Rhegion, riflettendo nel tempo l’intreccio tra religione civica, propaganda politica e produzione artistica.
Apollo nell'iconografia di Rhegion
Eligio Daniele Castrizio
2025-01-01
Abstract
Il contributo analizza il ruolo della figura di Apollo nella storia religiosa, politica e iconografica della polis di Rhegion, attraverso lo studio integrato della documentazione numismatica e della scultura monumentale. A partire dalla tirannide di Anaxileos (494 a.C.), la monetazione reggina subì profonde trasformazioni tipologiche e ponderali che riflettono le vicende politiche della città e il mutare delle sue relazioni nel contesto dello Stretto. Le prime emissioni presentano al diritto la testa frontale di leone, connessa al culto solare di Apollo e alla sua fusione con Helios nelle colonie calcidesi, mentre al rovescio compare la testa di vitello, probabilmente legata al mito di Eracle e al passaggio dell’eroe con i buoi di Gerione nello Stretto. Dopo la sconfitta cartaginese nella Battaglia di Imera e l’ingresso della città nell’orbita siracusana, la monetazione si adeguò allo standard attico e adottò nuovi tipi iconografici, tra cui la biga di mule guidata da Helios e la lepre. Con la caduta della tirannide nel 461 a.C. e il ritorno a un assetto oligarchico, la zecca di Rhegion riprese a coniare monete caratterizzate dalla figura di una divinità barbuta seduta in trono, oggetto di un ampio dibattito interpretativo. Attraverso confronti iconografici e numismatici, l’autore propone l’identificazione della figura con Asclepio, successivamente trasformata in una rappresentazione sempre più apollinea fino alla comparsa della celebre testa di Apollo di profilo, nota come “Apollo a capelli corti”. Tali emissioni, realizzate anche da incisori di grande livello come Kratesippos e forse influenzate dall’attività del maestro siracusano Euainetos, si collocano nel contesto delle guerre nello Stretto e dei rapporti con Atene durante la Guerra del Peloponneso. La continuità del culto apollineo emerge anche nelle emissioni successive, dall’età di Agatocle fino alle serie in bronzo della Seconda guerra punica, quando Rhegion rimase uno dei principali baluardi romani in Calabria. In questo periodo le tipologie monetali mostrano un’ampia varietà di immagini legate ad Apollo e Artemide, testimonianza del ruolo persistente delle divinità poliadi nella propaganda civica e militare. L’analisi si estende infine alla lettura iconografica del cosiddetto “kouros di Reggio”, conservato al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. Il confronto con i tetradrammi di Leontinoi consente di ricostruire la presenza originaria di una corona d’alloro sulla testa della statua e di ipotizzare ulteriori attributi, come phiale e arco, confermando l’identificazione della figura con Apollo. La statua potrebbe essere stata un ex voto dedicato dallo stesso Anaxileos e successivamente deposto in un bothros dopo la caduta della tirannide, episodio che ne avrebbe garantito la straordinaria conservazione. Nel complesso, il lavoro evidenzia come la figura di Apollo costituisca un elemento identitario centrale per Rhegion, riflettendo nel tempo l’intreccio tra religione civica, propaganda politica e produzione artistica.Pubblicazioni consigliate
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