La frammentazione dello spazio pubblico e l’eclissi della ragionevolezza costituiscono due elementi chiave di quel «nuovo mutamento della sfera pubblica» che Habermas descrive sin dal 2022 come conseguenza di una hybrid society in cui il ruolo dell’IA generativa assume rilevanza crescente, con importanti conseguenze sulle relazioni di fiducia, etiche e politiche. Nuove forme di “irragionevolezza” inquinano il dibattito pubblico, complicando la costruzione di spazi di consenso democratico e annichilendo ogni senso comune condiviso. Ciò conduce a una svalutazione del ruolo dell’autorità scientifica e degli esperti e, contemporaneamente, a un indebolimento della riflessività critica, intesa come autonomia morale e politica del cittadino, sempre più isolato e incapace di deliberare democraticamente. Il rafforzamento di teorie complottiste e l’emergere di nuovi autoritarismi possono esser considerati l’esito più evidente di una democrazia che ha ormai imparato a sopravvivere senza ragionevolezza. In modo differente, è possibile costruire un nuovo “senso comune” condiviso? Gli Agenti Artificiali Autonomi, cooperando per il raggiungimento di obiettivi comuni – come testimoniato dal loro impiego nel contesto di cura – possono contribuire alla costruzioni di relazioni morali significative?

Intelligenza umana e Intelligenza artificiale. È possibile un “senso comune” condiviso?

PACILE', Maria Teresa
2026-01-01

Abstract

La frammentazione dello spazio pubblico e l’eclissi della ragionevolezza costituiscono due elementi chiave di quel «nuovo mutamento della sfera pubblica» che Habermas descrive sin dal 2022 come conseguenza di una hybrid society in cui il ruolo dell’IA generativa assume rilevanza crescente, con importanti conseguenze sulle relazioni di fiducia, etiche e politiche. Nuove forme di “irragionevolezza” inquinano il dibattito pubblico, complicando la costruzione di spazi di consenso democratico e annichilendo ogni senso comune condiviso. Ciò conduce a una svalutazione del ruolo dell’autorità scientifica e degli esperti e, contemporaneamente, a un indebolimento della riflessività critica, intesa come autonomia morale e politica del cittadino, sempre più isolato e incapace di deliberare democraticamente. Il rafforzamento di teorie complottiste e l’emergere di nuovi autoritarismi possono esser considerati l’esito più evidente di una democrazia che ha ormai imparato a sopravvivere senza ragionevolezza. In modo differente, è possibile costruire un nuovo “senso comune” condiviso? Gli Agenti Artificiali Autonomi, cooperando per il raggiungimento di obiettivi comuni – come testimoniato dal loro impiego nel contesto di cura – possono contribuire alla costruzioni di relazioni morali significative?
2026
978-88-5529-675-5
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