Sebbene non sia annoverata tra le aree con la peggiore qualità dell’aria in Europa (Eea 2025), la Sicilia è una regione caratterizzata da un’elevata concentrazione di agenti inquinanti (Legambiente 2025) e una percentuale significativa di stabilimenti con pericolo d’incidente rilevante (Rir) su scala nazionale (Ispra 2025). L’alto tasso di inquinamento atmosferico dell’isola, sicuramente favorito dalla ridotta presenza di zone verdi urbane (Ispra 2024) e alimentato dal cambiamento climatico in atto (Haines, Frumkin 2021; Oms 2023), è dovuto soprattutto alla compresenza di alcuni tra i più rilevanti impianti petrolchimici e di raffinazione italiani. Tra questi svettano l’ex polo petrolchimico di Gela (Nicosia 2009), il triangolo industriale Augusta-Melilli-Priolo Gargallo (Nicosia 2007) e la raffineria di Milazzo (Crisafulli et. al. 2023). Tutti stabilimenti che, soprattutto nel corso degli ultimi vent’anni, sono andati incontro a importanti riconfigurazioni nel segno della sostenibilità ambientale e socio-economica. Se l’Isab siracusano sembra ancora solo proiettato verso la decarbonizzazione e l’idrogeno verde, l’impianto gelese si è convertito in bio-raffineria nel 2019 (Eni 2024) e la Ram di Milazzo ha già raggiunto considerevoli risultati in termini di qualità dell’aria e sostenibilità (Arpa 2020). Si tratta, comunque, di aree ad elevato rischio ambientale (Scrofani 1998), più volte al centro di segnalazioni di criticità sanitarie. E per le quali occorre, dunque, attuare un costante monitoraggio dello stato di salute della popolazione attraverso la lettura integrata di una quantità considerevole di fattori (Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica 2018; Assessorato della salute Regione Siciliana 2023). Solo a partire da questa consapevolezza è, allora, possibile pensare ad una pianificazione territoriale che si dia nel segno della sostenibilità e di una tutela equa di salute e qualità della vita. In Sicilia, come altrove, modulando i piani d’intervento sulle peculiarità dei contesti geografici di riferimento (Palagiano, Pesaresi 2011).

Rischio ambientale e pianificazione sostenibile in Sicilia: i casi di Gela, Augusta-Melilli-Priolo e Milazzo

Enrico Nicosia
;
Mattia Spanò
2026-01-01

Abstract

Sebbene non sia annoverata tra le aree con la peggiore qualità dell’aria in Europa (Eea 2025), la Sicilia è una regione caratterizzata da un’elevata concentrazione di agenti inquinanti (Legambiente 2025) e una percentuale significativa di stabilimenti con pericolo d’incidente rilevante (Rir) su scala nazionale (Ispra 2025). L’alto tasso di inquinamento atmosferico dell’isola, sicuramente favorito dalla ridotta presenza di zone verdi urbane (Ispra 2024) e alimentato dal cambiamento climatico in atto (Haines, Frumkin 2021; Oms 2023), è dovuto soprattutto alla compresenza di alcuni tra i più rilevanti impianti petrolchimici e di raffinazione italiani. Tra questi svettano l’ex polo petrolchimico di Gela (Nicosia 2009), il triangolo industriale Augusta-Melilli-Priolo Gargallo (Nicosia 2007) e la raffineria di Milazzo (Crisafulli et. al. 2023). Tutti stabilimenti che, soprattutto nel corso degli ultimi vent’anni, sono andati incontro a importanti riconfigurazioni nel segno della sostenibilità ambientale e socio-economica. Se l’Isab siracusano sembra ancora solo proiettato verso la decarbonizzazione e l’idrogeno verde, l’impianto gelese si è convertito in bio-raffineria nel 2019 (Eni 2024) e la Ram di Milazzo ha già raggiunto considerevoli risultati in termini di qualità dell’aria e sostenibilità (Arpa 2020). Si tratta, comunque, di aree ad elevato rischio ambientale (Scrofani 1998), più volte al centro di segnalazioni di criticità sanitarie. E per le quali occorre, dunque, attuare un costante monitoraggio dello stato di salute della popolazione attraverso la lettura integrata di una quantità considerevole di fattori (Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica 2018; Assessorato della salute Regione Siciliana 2023). Solo a partire da questa consapevolezza è, allora, possibile pensare ad una pianificazione territoriale che si dia nel segno della sostenibilità e di una tutela equa di salute e qualità della vita. In Sicilia, come altrove, modulando i piani d’intervento sulle peculiarità dei contesti geografici di riferimento (Palagiano, Pesaresi 2011).
2026
9791281801141
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