Preso atto che alla maggioranza numerica femminile corrisponde una esigua presenza a livello istituzionale, e questo malgrado l’eguaglianza dei diritti ormai acquisita sotto il profilo legale, si afferma l’opportunità del riequilibrio attraverso interventi mirati dei pubblici poteri (azioni positive). Viene poi affrontato il problema delle cosiddette “quote rosa” e del loro fondamento nella Costituzione, anche alla luce della giurisprudenza della Corte Costituzionale, nonché analizzata la normativa in proposito degli Statuti regionali e la legislazione elettorale in materia. L’indagine si estende alla tutela della rappresentanza femminile negli statuti dei partiti politici, valutata anche sotto il profilo della loro (soltanto parziale) applicazione, facendo infine riferimento alle recenti riforme in materia realizzate in Francia e in Spagna. In conclusione, al di là del palliativo delle quote rosa, viene auspicata l’affermazione di una democrazia paritaria nel nostro Paese, con l’avvertenza che essa non potrà certo essere imposta per legge (democrazia imposta è infatti una contraddizione di termini) ma potrà ben affermarsi con la sola forza del numero.

Genere e riequilibrio della rappresentanza politica

RUSSO, Alberto
2009

Abstract

Preso atto che alla maggioranza numerica femminile corrisponde una esigua presenza a livello istituzionale, e questo malgrado l’eguaglianza dei diritti ormai acquisita sotto il profilo legale, si afferma l’opportunità del riequilibrio attraverso interventi mirati dei pubblici poteri (azioni positive). Viene poi affrontato il problema delle cosiddette “quote rosa” e del loro fondamento nella Costituzione, anche alla luce della giurisprudenza della Corte Costituzionale, nonché analizzata la normativa in proposito degli Statuti regionali e la legislazione elettorale in materia. L’indagine si estende alla tutela della rappresentanza femminile negli statuti dei partiti politici, valutata anche sotto il profilo della loro (soltanto parziale) applicazione, facendo infine riferimento alle recenti riforme in materia realizzate in Francia e in Spagna. In conclusione, al di là del palliativo delle quote rosa, viene auspicata l’affermazione di una democrazia paritaria nel nostro Paese, con l’avvertenza che essa non potrà certo essere imposta per legge (democrazia imposta è infatti una contraddizione di termini) ma potrà ben affermarsi con la sola forza del numero.
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