Il lavoro esamina l’evoluzione del diritto ambientale attesa l’importanza della relativa tutela che investe l’attività di una pluralità di soggetti ciascuno nell’ambito delle rispettive competenze. In particolare, viene evidenziata l’importanza del principio di sussidiarietà e di leale collaborazione a garanzia di un’azione coordinata dei livelli territoriali di governo coinvolti nella tutela dell’ambiente, “materia” che per una consolidata giurisprudenza costituzionale non configura un ambito materiale in senso stretto investendo altresì altri interessi e competenze. Nel solco di tali premesse può trovare ampio utilizzo a livello locale la programmazione negoziata come possibile strumento volto a coprire l’intreccio di competenze tra loro sovrapponibili (tutela ambientale, sviluppo del territorio, tutela del paesaggio, tutela della salute) e volto a gestire a vari livelli l’attività di promozione e sviluppo del territorio, con il duplice obiettivo istituzionale di consentire una gestione coordinata, da un lato, degli strumenti di programmazione “alta” (Piano di sviluppo regionale, Intesa Istituzionale di Programma, Documenti di programmazione comunitaria), dall’altro, favorire e incoraggiare il protagonismo “dal basso” di tutti i soggetti pubblici e privati interessati ai problemi dello sviluppo territoriale. La concertazione e l’approccio c.d. “bottom up” prevedono il coinvolgimento degli attori locali nella pianificazione e programmazione di interventi su un dato territorio, consentendo l’individuazione e la realizzazione di più efficaci strategie di sviluppo locale grazie all’attuazione di scelte che siano il più possibile condivise e partecipate.

La protezione dell'ambiente e la programmazione negoziata

CITRIGNO, Anna Maria
2009

Abstract

Il lavoro esamina l’evoluzione del diritto ambientale attesa l’importanza della relativa tutela che investe l’attività di una pluralità di soggetti ciascuno nell’ambito delle rispettive competenze. In particolare, viene evidenziata l’importanza del principio di sussidiarietà e di leale collaborazione a garanzia di un’azione coordinata dei livelli territoriali di governo coinvolti nella tutela dell’ambiente, “materia” che per una consolidata giurisprudenza costituzionale non configura un ambito materiale in senso stretto investendo altresì altri interessi e competenze. Nel solco di tali premesse può trovare ampio utilizzo a livello locale la programmazione negoziata come possibile strumento volto a coprire l’intreccio di competenze tra loro sovrapponibili (tutela ambientale, sviluppo del territorio, tutela del paesaggio, tutela della salute) e volto a gestire a vari livelli l’attività di promozione e sviluppo del territorio, con il duplice obiettivo istituzionale di consentire una gestione coordinata, da un lato, degli strumenti di programmazione “alta” (Piano di sviluppo regionale, Intesa Istituzionale di Programma, Documenti di programmazione comunitaria), dall’altro, favorire e incoraggiare il protagonismo “dal basso” di tutti i soggetti pubblici e privati interessati ai problemi dello sviluppo territoriale. La concertazione e l’approccio c.d. “bottom up” prevedono il coinvolgimento degli attori locali nella pianificazione e programmazione di interventi su un dato territorio, consentendo l’individuazione e la realizzazione di più efficaci strategie di sviluppo locale grazie all’attuazione di scelte che siano il più possibile condivise e partecipate.
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