L’innovazione tecnologica che si è riscontrata negli ultimi decenni ha coinvolto anche il settore della diagnostica per immagini ed ha comportato, di pari passo, la necessità di adeguare e sviluppare nuove procedure per la conduzione dei controlli di qualità, atte a verificare le prestazioni delle apparecchiature radiologiche, il più possibile adeguati e finalizzati alle loro particolari caratteristiche. Tale necessità si è resa particolarmente evidente nel caso delle apparecchiature per mammografia; per esse, già nel D.L.vo 187/00, prima, e, successivamente, nel protocollo italiano per il controllo di qualità degli aspetti fisici e tecnici in mammografia, che a sua volta riprende e rivede il corrispondente protocollo europeo, sono indicate tutte le procedure, nonché le particolari strumentazioni e/o fantocci dedicati che occorre impiegare sia nella fase di verifica dei criteri minimi di accettabilità, sia durante la conduzione delle prove di qualità vere e proprie. Fermo restando che risulta indispensabile il ricorso a tutte le risorse strumentali disponibili al fine di una corretta valutazione delle prestazioni delle apparecchiature ivi comprese quelle mammografiche, durante la fase di accettazione o di verifica dello stato delle medesime, l’impiego di tale strumentazione dedicata comporta spesso, tuttavia, un notevole dispendio sia in termini di tempo che di energie, con inevitabili, spesso non auspicabili, ripercussioni sulla normale routine di un servizio di Radiodiagnostica. Ciò, nello specifico, si rende manifesto durante la verifica del mantenimento degli standard degli apparecchi per mammografia. In questo contesto si è pensato di definire un protocollo integrativo, da utilizzarsi per la conduzione delle prove di funzionamento, il quale, facendo ricorso alle opportunità che vengono offerte dalle nuove tecnologie di misura, sembra essere in grado di snellire il sistema di procedure di verifica delle funzionalità delle apparecchiature per mammografia. Nella fattispecie si è fatto riferimento alla possibilità di impiego di un solo apparecchio di misura a stato solido, di recente immesso in commercio, il quale consente, oltre alle consuete verifiche della qualità delle immagini cliniche, di effettuare anche delle misure di esposizione. Il nuovo protocollo è stato così sviluppato a partire da quello predisposto ed utilizzato per la verifica dello stato delle prestazioni, ai sensi del D.L.vo 187/00, sulla scorta del protocollo guida dell’ANPEQ e delle normative tecniche CEI, ed è stato rielaborato in modo tale da prevedere esclusivamente l’impiego di detta strumentazione di misura, la cui versatilità si ritiene possa costituire un valido ausilio all’Esperto in Fisica Medica (EFM) che risulta periodicamente impegnato nella conduzione di suddetti controlli.

Prove periodiche di funzionalità in mammografia mediante misure di esposizione

VERMIGLIO, Giuseppe;TRIPEPI, Maria Giulia;SANSOTTA, Carlo;TESTAGROSSA, Barbara
2005

Abstract

L’innovazione tecnologica che si è riscontrata negli ultimi decenni ha coinvolto anche il settore della diagnostica per immagini ed ha comportato, di pari passo, la necessità di adeguare e sviluppare nuove procedure per la conduzione dei controlli di qualità, atte a verificare le prestazioni delle apparecchiature radiologiche, il più possibile adeguati e finalizzati alle loro particolari caratteristiche. Tale necessità si è resa particolarmente evidente nel caso delle apparecchiature per mammografia; per esse, già nel D.L.vo 187/00, prima, e, successivamente, nel protocollo italiano per il controllo di qualità degli aspetti fisici e tecnici in mammografia, che a sua volta riprende e rivede il corrispondente protocollo europeo, sono indicate tutte le procedure, nonché le particolari strumentazioni e/o fantocci dedicati che occorre impiegare sia nella fase di verifica dei criteri minimi di accettabilità, sia durante la conduzione delle prove di qualità vere e proprie. Fermo restando che risulta indispensabile il ricorso a tutte le risorse strumentali disponibili al fine di una corretta valutazione delle prestazioni delle apparecchiature ivi comprese quelle mammografiche, durante la fase di accettazione o di verifica dello stato delle medesime, l’impiego di tale strumentazione dedicata comporta spesso, tuttavia, un notevole dispendio sia in termini di tempo che di energie, con inevitabili, spesso non auspicabili, ripercussioni sulla normale routine di un servizio di Radiodiagnostica. Ciò, nello specifico, si rende manifesto durante la verifica del mantenimento degli standard degli apparecchi per mammografia. In questo contesto si è pensato di definire un protocollo integrativo, da utilizzarsi per la conduzione delle prove di funzionamento, il quale, facendo ricorso alle opportunità che vengono offerte dalle nuove tecnologie di misura, sembra essere in grado di snellire il sistema di procedure di verifica delle funzionalità delle apparecchiature per mammografia. Nella fattispecie si è fatto riferimento alla possibilità di impiego di un solo apparecchio di misura a stato solido, di recente immesso in commercio, il quale consente, oltre alle consuete verifiche della qualità delle immagini cliniche, di effettuare anche delle misure di esposizione. Il nuovo protocollo è stato così sviluppato a partire da quello predisposto ed utilizzato per la verifica dello stato delle prestazioni, ai sensi del D.L.vo 187/00, sulla scorta del protocollo guida dell’ANPEQ e delle normative tecniche CEI, ed è stato rielaborato in modo tale da prevedere esclusivamente l’impiego di detta strumentazione di misura, la cui versatilità si ritiene possa costituire un valido ausilio all’Esperto in Fisica Medica (EFM) che risulta periodicamente impegnato nella conduzione di suddetti controlli.
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