Nel novembre del 1521 Pierio Valeriano, umanista bellunese già autore delle 'Castigationes Vergilianae', iniziava un corso di lezioni su Catullo presso il Collegio Romano. Il lavoro della Di Stefano esamina i materiali sopravvissuti di tale attività. sistemati dall'erudito Pietro Mellini a partire dalle 'recollectae' degli studenti e conservati nel ms. Vat. lat. 5215. Le lezioni, relative ai primi 17 carmi di Catullo, costituiscono un importante commento al poeta latino: muovendo da una consolidata prassi filologica, Valeriano approda a un'analisi critica a tutto tondo, densa di riflessioni letterarie e stilistiche, che fanno delle 'Praelectiones in Catullum' un vero e proprio archetipo della moderna critica catulliana. Nel saggio si propone anche, a riprova della peculiarità della lettura del Valeriano, il testo, corredato di ampie note di commento, della 'praelectio' al carme 8, dove l'umanista, mettendo in campo tutte le sue competenze (metriche, filologiche, letterarie) e una finissima sensibilità poetica, giunge a una lettura esaustiva e d'avanguardia, anticipando osservazioni e conclusioni dei critici moderni, di uno fra i più celebri carmi catulliani.

Pierio Valeriano e la nascita della critica catulliana nel secolo XVI

DI STEFANO, Anita
2001

Abstract

Nel novembre del 1521 Pierio Valeriano, umanista bellunese già autore delle 'Castigationes Vergilianae', iniziava un corso di lezioni su Catullo presso il Collegio Romano. Il lavoro della Di Stefano esamina i materiali sopravvissuti di tale attività. sistemati dall'erudito Pietro Mellini a partire dalle 'recollectae' degli studenti e conservati nel ms. Vat. lat. 5215. Le lezioni, relative ai primi 17 carmi di Catullo, costituiscono un importante commento al poeta latino: muovendo da una consolidata prassi filologica, Valeriano approda a un'analisi critica a tutto tondo, densa di riflessioni letterarie e stilistiche, che fanno delle 'Praelectiones in Catullum' un vero e proprio archetipo della moderna critica catulliana. Nel saggio si propone anche, a riprova della peculiarità della lettura del Valeriano, il testo, corredato di ampie note di commento, della 'praelectio' al carme 8, dove l'umanista, mettendo in campo tutte le sue competenze (metriche, filologiche, letterarie) e una finissima sensibilità poetica, giunge a una lettura esaustiva e d'avanguardia, anticipando osservazioni e conclusioni dei critici moderni, di uno fra i più celebri carmi catulliani.
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