La tradizionale communis opinio sulla Sicilia di età ellenistica ha da sempre identificato il periodo di maggiore fioritura dell’Isola nell’età timoleontea ed agatoclea, individuando nella conquista romana del 211 a.C. il momento d’inizio di una irreversibile decadenza. Un riesame degli argomenti sui quali si fonda tale ricostruzione storica denota una diffusa mancanza di solide basi archeologiche ed un’interpretazione parziale, se non distorta, dei pochi dati cronologici disponibili, evidenziando piuttosto un diffuso pregiudizio di matrice classicistica tendente ad associare la conquista romana all’idea del declino o della fine dell’ellenismo. Nel saggio si conduce un riesame delle più importanti attestazioni riguardanti l’architettura pubblica siciliana di età ellenistica, dai teatri alle agorai, ai bouleuteria e ai ginnasi, tentando di valutare più obbiettivamente i dati archeologici e di proporre un più corretto ed aggiornato inquadramento cronologico e storico-architettonico di tali categorie di edifici. Tale revisione fa propendere a favore di datazioni più basse, a partire dal pieno II sec. a.C., e permette di guadagnare una nuova visione del tardo-ellenismo siciliano, nel quale la riorganizzazione della provincia da parte di Roma si accompagna a fenomeni di crescita socio-economica e di sviluppo urbanistico e monumentale in diverse aree dell’Isola, di segno ben diverso dal quadro di generale decadenza economica, culturale e artistica consegnatoci dagli studi precedenti.

L'architettura di età ellenistica in Sicilia: per una rilettura del quadro generale

CAMPAGNA, Lorenzo
2006

Abstract

La tradizionale communis opinio sulla Sicilia di età ellenistica ha da sempre identificato il periodo di maggiore fioritura dell’Isola nell’età timoleontea ed agatoclea, individuando nella conquista romana del 211 a.C. il momento d’inizio di una irreversibile decadenza. Un riesame degli argomenti sui quali si fonda tale ricostruzione storica denota una diffusa mancanza di solide basi archeologiche ed un’interpretazione parziale, se non distorta, dei pochi dati cronologici disponibili, evidenziando piuttosto un diffuso pregiudizio di matrice classicistica tendente ad associare la conquista romana all’idea del declino o della fine dell’ellenismo. Nel saggio si conduce un riesame delle più importanti attestazioni riguardanti l’architettura pubblica siciliana di età ellenistica, dai teatri alle agorai, ai bouleuteria e ai ginnasi, tentando di valutare più obbiettivamente i dati archeologici e di proporre un più corretto ed aggiornato inquadramento cronologico e storico-architettonico di tali categorie di edifici. Tale revisione fa propendere a favore di datazioni più basse, a partire dal pieno II sec. a.C., e permette di guadagnare una nuova visione del tardo-ellenismo siciliano, nel quale la riorganizzazione della provincia da parte di Roma si accompagna a fenomeni di crescita socio-economica e di sviluppo urbanistico e monumentale in diverse aree dell’Isola, di segno ben diverso dal quadro di generale decadenza economica, culturale e artistica consegnatoci dagli studi precedenti.
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