Stato della dottrina sull’istituto della rappresentanza. - Da una concettualizzazione anti-romanistica alla regolazione romana del fenomeno rappresentativo ed al suo sottofondo sociale. - Piano complessivo dell’opera. - L’importanza del lessema iussum in campo pubblicistico ed il suo utilizzo nel settore privatistico. - L’evoluzione semantica del termine: da ordine inderogabile a dichiarazione autorizzativa. - L’uso sinonimico di iussum e mandatum ed il carattere informale dello iussum a conferma di questa evoluzione. – I destinatari dello iussum: potestati subiecti. - La posizione dei servi e dei figli in potestà in riferimento agli acquisti. – La loro legittimazione ad alienare: tramite traditio e tramite mancipatio. - Il loro accesso ai negozi obbligatori informali e formali, determinanti assunzione diretta di diritti e di doveri in capo al dominus o pater. - I destinatari dello iussum portato a conoscenza del terzo. La concessione dell’actio quod iussu e suoi caratteri salienti. - I rapporti tra l’actio quod iussu e le azioni institoria ed exercitoria. - Il regime della solidarietà e i suoi risvolti processuali. Alle radici della distinzione tra rappresentanza diretta ed indiretta. - Institores e magistri navis. - Lo svilupparsi della figura dei procuratores e sua evoluzione socio-giuridica. - I procuratores extranei e la regolamentazione del loro rapporto interno col dominus negotii. - I poteri dei procuratores: in riferimento agli atti di acquisto e di disposizione. - Gli strumenti volti a far conseguire direttamente al dominus negotii gli effetti dell'attività procuratoria, institoria ed esercitoria, sia attivi che passivi. - Procurator e mandatario. - Gli atti ad effetti reali posti in essere da semplici mandatari: la traditio acquisitiva e traslativa. - La mancipatio. - Gli atti ad effetti obbligatori. - L’aditio hereditatis. - Gli strumenti volti a responsabilizzare il dominus negotii: l’actio mandati contraria e l’actio quasi institoria. - Permanenza delle azioni institoria e quod iussu nel tardo antico; estensione di quest’ultima ad ipotesi in cui ad operare siano stati pure dei liberi che si siano tuttavia trovati in un rapporto di particolare subordinazione al mandante. - Gli strumenti processuali civili e pretorii adottati per far confluire gli effetti anche negativi dei negozi conclusi da un intermediario in capo al dominus negotii e loro evoluzione storica. - Il divieto di agere alieno nomine ed il suo reale significato. - L’errata impostazione dei Glossatori e sue ripercussioni nella successiva ricostruzione della storia dell’istituto della rappresentanza. La posizione di Martino e lo svilupparsi del moderno concetto di rappresentanza. - Procura e mandato tra diritto romano e diritto moderno.

Dallo iussum domini alla contemplatio domini.Contributo allo studio della storia della Rappresentanza

COPPOLA, Giovanna
2008

Abstract

Stato della dottrina sull’istituto della rappresentanza. - Da una concettualizzazione anti-romanistica alla regolazione romana del fenomeno rappresentativo ed al suo sottofondo sociale. - Piano complessivo dell’opera. - L’importanza del lessema iussum in campo pubblicistico ed il suo utilizzo nel settore privatistico. - L’evoluzione semantica del termine: da ordine inderogabile a dichiarazione autorizzativa. - L’uso sinonimico di iussum e mandatum ed il carattere informale dello iussum a conferma di questa evoluzione. – I destinatari dello iussum: potestati subiecti. - La posizione dei servi e dei figli in potestà in riferimento agli acquisti. – La loro legittimazione ad alienare: tramite traditio e tramite mancipatio. - Il loro accesso ai negozi obbligatori informali e formali, determinanti assunzione diretta di diritti e di doveri in capo al dominus o pater. - I destinatari dello iussum portato a conoscenza del terzo. La concessione dell’actio quod iussu e suoi caratteri salienti. - I rapporti tra l’actio quod iussu e le azioni institoria ed exercitoria. - Il regime della solidarietà e i suoi risvolti processuali. Alle radici della distinzione tra rappresentanza diretta ed indiretta. - Institores e magistri navis. - Lo svilupparsi della figura dei procuratores e sua evoluzione socio-giuridica. - I procuratores extranei e la regolamentazione del loro rapporto interno col dominus negotii. - I poteri dei procuratores: in riferimento agli atti di acquisto e di disposizione. - Gli strumenti volti a far conseguire direttamente al dominus negotii gli effetti dell'attività procuratoria, institoria ed esercitoria, sia attivi che passivi. - Procurator e mandatario. - Gli atti ad effetti reali posti in essere da semplici mandatari: la traditio acquisitiva e traslativa. - La mancipatio. - Gli atti ad effetti obbligatori. - L’aditio hereditatis. - Gli strumenti volti a responsabilizzare il dominus negotii: l’actio mandati contraria e l’actio quasi institoria. - Permanenza delle azioni institoria e quod iussu nel tardo antico; estensione di quest’ultima ad ipotesi in cui ad operare siano stati pure dei liberi che si siano tuttavia trovati in un rapporto di particolare subordinazione al mandante. - Gli strumenti processuali civili e pretorii adottati per far confluire gli effetti anche negativi dei negozi conclusi da un intermediario in capo al dominus negotii e loro evoluzione storica. - Il divieto di agere alieno nomine ed il suo reale significato. - L’errata impostazione dei Glossatori e sue ripercussioni nella successiva ricostruzione della storia dell’istituto della rappresentanza. La posizione di Martino e lo svilupparsi del moderno concetto di rappresentanza. - Procura e mandato tra diritto romano e diritto moderno.
Pubblicazioni della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Messina
9788814142826
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11570/1848004
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