Gli autotrofi accumulano metalli pesanti nei loro tessuti e li trasferiscono ai consumatori nella rete trofica (1, 2). Il lago meromittico salmastro di Faro in prossimità di Capo Peloro (Me), profondo 30 m, presenta peculiari caratteristiche biologiche (3). La ricerca verte sul rilevamento di Pb2+, Ni2+, Cd2+ e Zn2+ in Cymodocea nodosa (Ucria) Asch, nei “filter feeders”, Mytilus galloprovincialis (Lamarck) e Styela plicata (Lesueur), e nel plancton. I prelievi sono stati effettuati nel giugno del 2007 e nel maggio del 2009 nell’estremo Nord dello Stagno e, tramite sonda multiparametrica WTW Multi 340i/SET, sono stati rilevati i dati chimico-fisici. Sono stati filtrati campioni di picoplancton (μ 0.22 ≤ ≥ 3 μm) e nanomicroplancton (3 μm ≤ ≥ 200 μm) e un campione di acqua di superficie è stato fissato con formaldeide, tamponata con esametiltetramina per l’analisi quantitativa del nanomicrofitoplancton (metodo Utermöhl). C. nodosa è stata processata per l’inclusione in paraffina, sezionata e colorata (4, 5) per evidenziare sia modificazioni cito-istologiche che accumulo di metalli. Nel nanomicrofitoplancton dominavano le diatomee mentre nel nanomicrozoplancton dominavano i Protozoi Ciliati. Istologicamente e istochimicamente C. nodosa ha mostrato metalli pesanti nelle cellule epidermiche (foglie<rizoma<rizoderma). Il Ni2+ è stato rilevato nella parete tangenziale esterna delle cellule epidermiche del rizoma. L’assorbimento atomico ha confermato i dati istologici. Il plancton accumulava solo il Ni2+. Sono stati rilevati i valori dei metalli pesanti assorbiti nei filtratori e in particolare in M. galloprovincialis, i valori del Pb2+ sono aumentati rispetto a quelli già rilevati nel 2002 (1). I campionamenti, ripetuti nel maggio 2009, hanno mostrato in C. nodosa e nei filtratori un incremento di metalli pesanti che si esprimeva in modo differenziato. Ancora una volta il bivalve M. galloprovincialis si è confermato nel ruolo di bioindicatore. L’apparato radicale di C. nodosa ha mostrato un ruolo attivo nell’assorbimento dei metalli pesanti. In generale i filter feeders analizzati rivelavano sostanziali differenze nelle capacità di accumulo.

METALLI PESANTI NELLA CATENA TROFICA DEL LAGO DI FARO(ME).

GIUFFRE', Giovanni;MATARESE PALMIERI, Rosina;BRUNO, MARILENA;RIZZO, MARCELLA
2009-01-01

Abstract

Gli autotrofi accumulano metalli pesanti nei loro tessuti e li trasferiscono ai consumatori nella rete trofica (1, 2). Il lago meromittico salmastro di Faro in prossimità di Capo Peloro (Me), profondo 30 m, presenta peculiari caratteristiche biologiche (3). La ricerca verte sul rilevamento di Pb2+, Ni2+, Cd2+ e Zn2+ in Cymodocea nodosa (Ucria) Asch, nei “filter feeders”, Mytilus galloprovincialis (Lamarck) e Styela plicata (Lesueur), e nel plancton. I prelievi sono stati effettuati nel giugno del 2007 e nel maggio del 2009 nell’estremo Nord dello Stagno e, tramite sonda multiparametrica WTW Multi 340i/SET, sono stati rilevati i dati chimico-fisici. Sono stati filtrati campioni di picoplancton (μ 0.22 ≤ ≥ 3 μm) e nanomicroplancton (3 μm ≤ ≥ 200 μm) e un campione di acqua di superficie è stato fissato con formaldeide, tamponata con esametiltetramina per l’analisi quantitativa del nanomicrofitoplancton (metodo Utermöhl). C. nodosa è stata processata per l’inclusione in paraffina, sezionata e colorata (4, 5) per evidenziare sia modificazioni cito-istologiche che accumulo di metalli. Nel nanomicrofitoplancton dominavano le diatomee mentre nel nanomicrozoplancton dominavano i Protozoi Ciliati. Istologicamente e istochimicamente C. nodosa ha mostrato metalli pesanti nelle cellule epidermiche (foglie
9788896394007
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