L’Italia, aderendo alla Direttiva Europea 2009/28/CE, è obbligata a rispettare un duplice impegno, entro il 2020, quello di abbattere i gas serra del 14%, rispetto al 2005, e quello di raggiungere una quota di energia rinnovabile del 17% del consumo finale lordo. Per quel che concerne le fonti di energia rinnovabili, la quota raggiunta dalla nostra Nazione, a fine 2009, ammontava all’11,2%. Tra le varie fonti rinnovabili, le biomasse hanno fatto registrare, negli ultimi anni, una ripresa considerevole tanto che, secondo autorevoli previsioni, pare che le potenzialità dell’agricoltura italiana siano ancora tali da poter concorrere ad apportare significativamente quell’ulteriore crescita per il raggiungimento dell’obiettivo finale. Molto si può ottenere incentivando opportunamente la filiera del biogas, che presenta tutta una serie di innegabili vantaggi. In particolare, ponendo l’azienda zootecnica al centro di distretti agroenergetici che accolgano, nell’ambito della cosiddetta “filiera corta”, anche scarti di lavorazione provenienti da comparti agroforestali, agroalimentari e dalla frazione organica dei rifiuti solidi urbani, si potrebbe aumentare la potenza dell’impianto realizzando una sensibile riduzione dei costi unitari.

Considerazioni tecnico-economiche sulla produzione di biogas con differenti matrici organiche

CHIRICOSTA, Salvatore;SAIJA, Giuseppe;SPARACIA, Sergio
2011

Abstract

L’Italia, aderendo alla Direttiva Europea 2009/28/CE, è obbligata a rispettare un duplice impegno, entro il 2020, quello di abbattere i gas serra del 14%, rispetto al 2005, e quello di raggiungere una quota di energia rinnovabile del 17% del consumo finale lordo. Per quel che concerne le fonti di energia rinnovabili, la quota raggiunta dalla nostra Nazione, a fine 2009, ammontava all’11,2%. Tra le varie fonti rinnovabili, le biomasse hanno fatto registrare, negli ultimi anni, una ripresa considerevole tanto che, secondo autorevoli previsioni, pare che le potenzialità dell’agricoltura italiana siano ancora tali da poter concorrere ad apportare significativamente quell’ulteriore crescita per il raggiungimento dell’obiettivo finale. Molto si può ottenere incentivando opportunamente la filiera del biogas, che presenta tutta una serie di innegabili vantaggi. In particolare, ponendo l’azienda zootecnica al centro di distretti agroenergetici che accolgano, nell’ambito della cosiddetta “filiera corta”, anche scarti di lavorazione provenienti da comparti agroforestali, agroalimentari e dalla frazione organica dei rifiuti solidi urbani, si potrebbe aumentare la potenza dell’impianto realizzando una sensibile riduzione dei costi unitari.
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