Gli AA., con I'intento di prevenire le complcanze settiche postoperatorie, studiano la possibilità di saggiare Io stato immunologico dei pazienti candidati all'atto chirurgico, mediante I'impiego di alcuni test cutanei di ipersensibilità ritardata. Dall'esame dei risultati ottenuti, classificano i malati, neÌ preoperatorio, in tre gruppi: normali, ipoergici e anergici. Evidenziano, così, un aumento percentuale delle complicanze settiche post dal primo gruppo, va gradualmente post operatorie che, aumentando, fino a raggiungere il massimo nei soggetti anergicir. Propongono, infine, I'opporiunità di tastare routinariamente gli ammalati che debbono essere sottoposti ad intervento chirurgico, onde evidenziare quelli ad alto rischio di sepsi, ai quali sarà così possibile applicare un trattamento profilattico antibiotico, contemporaneamente alla somministrazione di farmaci atti ad aumentare I'efficacia dei loro meccanisrni di difesa; si potrà, inoltre, evitare l'uso del1'antibioticoterapia preventiva in quei soggetti a basso rischio, che, nel preoperatorio, hanno dimostrato spiccata reattività ai test cutanei eseguiti.

Importanza dei test cutanei di ipersensibilità ritardata per una razionale utilizzazione della profilassi antibiotica in chirurgia

PAGANO, Giovanni;MINISSALE, Francesco;LIVIO, Filippo;PANTE', Sebastiano;CICCOLO, Antonio;ANGIO', Luigi Giuseppe;MONEA, Pasquale
1980

Abstract

Gli AA., con I'intento di prevenire le complcanze settiche postoperatorie, studiano la possibilità di saggiare Io stato immunologico dei pazienti candidati all'atto chirurgico, mediante I'impiego di alcuni test cutanei di ipersensibilità ritardata. Dall'esame dei risultati ottenuti, classificano i malati, neÌ preoperatorio, in tre gruppi: normali, ipoergici e anergici. Evidenziano, così, un aumento percentuale delle complicanze settiche post dal primo gruppo, va gradualmente post operatorie che, aumentando, fino a raggiungere il massimo nei soggetti anergicir. Propongono, infine, I'opporiunità di tastare routinariamente gli ammalati che debbono essere sottoposti ad intervento chirurgico, onde evidenziare quelli ad alto rischio di sepsi, ai quali sarà così possibile applicare un trattamento profilattico antibiotico, contemporaneamente alla somministrazione di farmaci atti ad aumentare I'efficacia dei loro meccanisrni di difesa; si potrà, inoltre, evitare l'uso del1'antibioticoterapia preventiva in quei soggetti a basso rischio, che, nel preoperatorio, hanno dimostrato spiccata reattività ai test cutanei eseguiti.
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