Razionale e obiettivi Le ragioni per cui le crisi notturne sono raramente riportate come prima diagnosi in un centro di medicina del sonno possono dipendere da diversi fattori: infrequenza degli eventi notturni, diagnosi differenziale non chiara tra crisi e disordini del sonno, possibile ruolo dei disturbi del sonno presenti in comorbidità (OSAS, PLMS, bruxismo). Scopo di questo studio è quello di valutare la frequenza, le caratteristiche, le comorbidità e la risposta terapeutica degli episodi notturni riportati da una serie di pazienti riferiti presso il nostro centro di medicina del sonno nell’ultimo anno. Materiali e Metodi 26 pazienti (16 M, 10 F, età media 36) riferiti presso il nostro centro di medicina del sonno per episodi critici notturni di probabile origine ictale, sono stati sottoposti a registrazione notturna video-polisonnografica con montaggio EEG esteso (Sistema Internazionale 10-20). Le registrazioni sono state lette e refertate in doppio cieco da due polisonnografisti esperti in EEgrafia ed epilessia. Non sono stati inclusi quei pazienti il cui racconto degli episodi deponeva in maniera univoca per parasonnie o disturbi comportamentali in REM. Risultati 6/26 pz erano noti per epilessia. 11 pz hanno presentato crisi tonico-cloniche generalizzate, 12 arousals parossistici e/o crisi ipermotorie e 3 episodi sensitivi/viscerali. In 10 pz sono stati registrati episodi tipici. 9 pz avevano un EEG intercritico normale; 2 pz presentavano PO generalizzate, 6 anomalie focali bilaterali, 9 focolai unilaterali (4 frontali e 5 temporali posteriori). Le patologie in comorbidità più frequenti sono stati disturbi respiratori in sonno (OSAS in 5 pz), disturbi del movimento sonno-relati (SRMD in 8 pz), ADHD (3 pts), disordini cerebrovascolari (in 4 pz). Di questi, 4 pazienti sono stati diagnosticati come NFLE, 3 come epilessia generalizzata. 2 pz sono stati diagnosticati per pseudocrisi. Altri eventi hanno avuto una diagnosi certa o probabile di RGE, disturbi del movimento sonno-relati o attacchi di panico. In 10 pz è stata iniziata monoterapia con farmaci antiepilettici (LEV o TPM) con buona risposta terapeutica. Il LEV è risultato particolarmente efficace nei soggetti con diagnosi differenziale incerta tra disturbo del movimento sonno-relato o disordine dell’arousal e crisi parziali, nonché nei soggetti di età pediatrica con ADHD. Conclusioni Le crisi tonico-cloniche generalizzate, le crisi parziali motorie e gli arousals parossistici sono state il tipo di crisi più frequentemente riscontrato. Presunti eventi ictali sono stati rilevati in meno della metà dei pz del nostro campione durante la video PSG diagnostica, mentre le caratteristiche del sonno e dell’EEG intercritico hanno ugualmente contribuito nella definizione diagnostica dei restanti pazienti. Le patologie neurologiche comorbide e i disturbi del sonno rappresentano spesso i fattori confondenti per la diagnosi differenziale. Soprattutto nei giovani soggetti, la risposta degli episodi notturni parossistici alla monoterapia con farmaci antiepilettici è risultata buona.

Diagnosi differenziale degli eventi critici notturni riferiti in prima istanza in un centro di medicina del sonno.

SILVESTRI, Rosalia;CONDURSO, ROSARIA;GERVASI, GIUSEPPE;PISANI, LAURA ROSA
2007-01-01

Abstract

Razionale e obiettivi Le ragioni per cui le crisi notturne sono raramente riportate come prima diagnosi in un centro di medicina del sonno possono dipendere da diversi fattori: infrequenza degli eventi notturni, diagnosi differenziale non chiara tra crisi e disordini del sonno, possibile ruolo dei disturbi del sonno presenti in comorbidità (OSAS, PLMS, bruxismo). Scopo di questo studio è quello di valutare la frequenza, le caratteristiche, le comorbidità e la risposta terapeutica degli episodi notturni riportati da una serie di pazienti riferiti presso il nostro centro di medicina del sonno nell’ultimo anno. Materiali e Metodi 26 pazienti (16 M, 10 F, età media 36) riferiti presso il nostro centro di medicina del sonno per episodi critici notturni di probabile origine ictale, sono stati sottoposti a registrazione notturna video-polisonnografica con montaggio EEG esteso (Sistema Internazionale 10-20). Le registrazioni sono state lette e refertate in doppio cieco da due polisonnografisti esperti in EEgrafia ed epilessia. Non sono stati inclusi quei pazienti il cui racconto degli episodi deponeva in maniera univoca per parasonnie o disturbi comportamentali in REM. Risultati 6/26 pz erano noti per epilessia. 11 pz hanno presentato crisi tonico-cloniche generalizzate, 12 arousals parossistici e/o crisi ipermotorie e 3 episodi sensitivi/viscerali. In 10 pz sono stati registrati episodi tipici. 9 pz avevano un EEG intercritico normale; 2 pz presentavano PO generalizzate, 6 anomalie focali bilaterali, 9 focolai unilaterali (4 frontali e 5 temporali posteriori). Le patologie in comorbidità più frequenti sono stati disturbi respiratori in sonno (OSAS in 5 pz), disturbi del movimento sonno-relati (SRMD in 8 pz), ADHD (3 pts), disordini cerebrovascolari (in 4 pz). Di questi, 4 pazienti sono stati diagnosticati come NFLE, 3 come epilessia generalizzata. 2 pz sono stati diagnosticati per pseudocrisi. Altri eventi hanno avuto una diagnosi certa o probabile di RGE, disturbi del movimento sonno-relati o attacchi di panico. In 10 pz è stata iniziata monoterapia con farmaci antiepilettici (LEV o TPM) con buona risposta terapeutica. Il LEV è risultato particolarmente efficace nei soggetti con diagnosi differenziale incerta tra disturbo del movimento sonno-relato o disordine dell’arousal e crisi parziali, nonché nei soggetti di età pediatrica con ADHD. Conclusioni Le crisi tonico-cloniche generalizzate, le crisi parziali motorie e gli arousals parossistici sono state il tipo di crisi più frequentemente riscontrato. Presunti eventi ictali sono stati rilevati in meno della metà dei pz del nostro campione durante la video PSG diagnostica, mentre le caratteristiche del sonno e dell’EEG intercritico hanno ugualmente contribuito nella definizione diagnostica dei restanti pazienti. Le patologie neurologiche comorbide e i disturbi del sonno rappresentano spesso i fattori confondenti per la diagnosi differenziale. Soprattutto nei giovani soggetti, la risposta degli episodi notturni parossistici alla monoterapia con farmaci antiepilettici è risultata buona.
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