Secondo una risalente e tuttora affermata convinzione, nel nostro sistema giuridico, le singole fattispecie trascrivibili rappresenterebbero un emblematico esempio di vigenza del noto assioma del numerus clausus, il quale impone, se rettamente inteso ed applicato, di considerare come tassative tutte le ipotesi (e soltanto quelle) indicate dagli artt. 2643 e seguenti del nostro codice civile, sulla scorta del presupposto per cui, in tali casi, verrebbe ad incidere sul terreno del diritto positivo il generale principio di “eccezionalità” delle forme di pubblicità legale (trascrizione o iscrizione), prevalente rispetto ad altri e pur contigui princìpi (ugualmente fondamentali) che contribuiscono a regolamentare la complessa vicenda della circolazione giuridica dei beni. Di recente, tuttavia, l’orientamento de quo è stato sottoposto a dura revisione critica, sostenendosi, da più parti e con autorevolezza, l’ammissibilità di un’interpretazione estensiva, analogica, sistematica ed adeguatrice, al fine di consentire l’utilizzo dello strumento trascrizionale anche con riferimento a fattispecie non espressamente contemplate, purché tipicamente rientranti nel generale ambito di quelle che necessitano di una forma di pubblicità legale, in quanto strutturalmente opponibili ai terzi in base all’applicazione del c.d. diritto sostanziale

LA TRASCRIZIONE DELLA DOMANDA DI USUCAPIONE: TASSATIVITÀ (PRESUNTA) ED ATIPICITÀ (CONCRETA) DEL SISTEMA DI PUBBLICITÀ IMMOBILIARE

MARCHESE, ALBERTO
2013

Abstract

Secondo una risalente e tuttora affermata convinzione, nel nostro sistema giuridico, le singole fattispecie trascrivibili rappresenterebbero un emblematico esempio di vigenza del noto assioma del numerus clausus, il quale impone, se rettamente inteso ed applicato, di considerare come tassative tutte le ipotesi (e soltanto quelle) indicate dagli artt. 2643 e seguenti del nostro codice civile, sulla scorta del presupposto per cui, in tali casi, verrebbe ad incidere sul terreno del diritto positivo il generale principio di “eccezionalità” delle forme di pubblicità legale (trascrizione o iscrizione), prevalente rispetto ad altri e pur contigui princìpi (ugualmente fondamentali) che contribuiscono a regolamentare la complessa vicenda della circolazione giuridica dei beni. Di recente, tuttavia, l’orientamento de quo è stato sottoposto a dura revisione critica, sostenendosi, da più parti e con autorevolezza, l’ammissibilità di un’interpretazione estensiva, analogica, sistematica ed adeguatrice, al fine di consentire l’utilizzo dello strumento trascrizionale anche con riferimento a fattispecie non espressamente contemplate, purché tipicamente rientranti nel generale ambito di quelle che necessitano di una forma di pubblicità legale, in quanto strutturalmente opponibili ai terzi in base all’applicazione del c.d. diritto sostanziale
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