Negli anni Settanta, la transizione dal fordismo al post-fordismo ha cambiato le condizioni di lavoro in tutto il mondo e parimenti nella Germania dell’Ovest. In questo saggio si affrontano le questioni dello sviluppo delle condizioni di lavoro nel tempo e della sua analisi da parte delle scienze del lavoro. Dietro «la nuova autonomia» del lavoro si cela una massiva strategia del roll-back, che può essere caratterizzata come una taylorizzazione della soggettività. La drammatica crescita nel lavoro dei disagi mentali – burnout, depressioni, disordini psicosomatici – parla chiaramente. Le categorie elaborate dalle scienze del lavoro si orientarono successivamente verso misure preventive finalizzate alla valorizzazione del benessere e alla gestione dello stress, ma che prevedevano contemporaneamente una ampia accettazione dei fattori stressanti. Anche la campagna sindacale per il «buon lavoro» ha fornito argomenti a favore del miglioramento della qualità del prodotto derivante dalla collocazione nel lavoro. La deregolamentazione, effettuata in accordo con l'Unione Europea, ha portato ad una significativa perdita di potere dei lavoratori nella lotta a favore di condizioni di lavoro orientati alla salute. Ho infine descritto le possibilità che si cristallizzano nelle condizioni di lavoro postmoderne e interpretato le loro potenzialità a favore di un nuovo movimento attivo mirante alla salute.

Il neoliberismo nei rapporti di lavoro in Germania e le sue conseguenze sulla salute e le condizioni di vita dei lavoratori

D'Amico, Giovanna
2016

Abstract

Negli anni Settanta, la transizione dal fordismo al post-fordismo ha cambiato le condizioni di lavoro in tutto il mondo e parimenti nella Germania dell’Ovest. In questo saggio si affrontano le questioni dello sviluppo delle condizioni di lavoro nel tempo e della sua analisi da parte delle scienze del lavoro. Dietro «la nuova autonomia» del lavoro si cela una massiva strategia del roll-back, che può essere caratterizzata come una taylorizzazione della soggettività. La drammatica crescita nel lavoro dei disagi mentali – burnout, depressioni, disordini psicosomatici – parla chiaramente. Le categorie elaborate dalle scienze del lavoro si orientarono successivamente verso misure preventive finalizzate alla valorizzazione del benessere e alla gestione dello stress, ma che prevedevano contemporaneamente una ampia accettazione dei fattori stressanti. Anche la campagna sindacale per il «buon lavoro» ha fornito argomenti a favore del miglioramento della qualità del prodotto derivante dalla collocazione nel lavoro. La deregolamentazione, effettuata in accordo con l'Unione Europea, ha portato ad una significativa perdita di potere dei lavoratori nella lotta a favore di condizioni di lavoro orientati alla salute. Ho infine descritto le possibilità che si cristallizzano nelle condizioni di lavoro postmoderne e interpretato le loro potenzialità a favore di un nuovo movimento attivo mirante alla salute.
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