Recenti ricerche condotte in ambito etologico hanno permesso di formulare teorie e ipotesi sperimentali sulla comunicazione vocale nei linguaggi animali, contribuendo alla revisione della consolidata demarcazione tra l’intenzionalità del linguaggio del sapiens e la componente emotiva della vocalità animale, che riteneva marginale la dimensione vocale nella socialità. In questa cornice di studi lo scopo della tesi è dimostrare il rilevante ruolo della comunicazione vocale nella cognizione sociale, attraverso l’indagine della vocalità di parental care, friendship, social network e group decision making, nonché la tendenza alla discriminazione visuo-vocale di stimoli sociali negli scimpanzé, come mostra il test sperimentale descritto in questo lavoro. Il repertorio vocale della primaria forma di aggregazione sociale, le cure parentali, analizzato in virtù dei vincoli biologici ed ecologici, è l’oggetto di indagine del primo capitolo. In contrasto con la tradizione che riteneva i primati non umani silenti nell’ interazione con i cuccioli, recenti ricerche etologiche sul motherese e l’infant babbling, nonché sui sistemi di cooperative breeding, hanno mostrato che la comunicazione vocale è determinante per l’acquisizione del repertorio vocale specie-specie specifico e favorisce il social learning e i comportamenti prosociali. Il network vocale delle relazioni speciali, indagato nel secondo capitolo, diviene il metro di valutazione della complessità del tessuto sociale, come mostrano gli studi di bioacustica. L’etologia delle friendships chiarisce il ruolo della vocalità nella costruzione di alleanze e nell’ascesa sociale, scardinando la concezione sociobiologica, che attribuiva alla filogenesi e alla comunanza genetica, piuttosto che all’ontogenesi, la dominanza sociale e le opportunità riproduttive nella socialità animale. La leadership e la contrattazione del potere sociale, dibattuti in ambito biopolitico e presi in esame nel terzo capitolo, offrono importanti spunti di riflessione sui processi decisionali di gruppo delle specie gregarie. Il voto animale, espresso tramite sistemi simbolici per la manifestazione del consenso- espressione di una razionalità ecologica che permette di effettuare scelte efficaci pur in assenza della tecnologia linguistica- incoraggia la formulazione di un quadro teorico del consenso etologico che valuti l’efficacia adattiva dei processi di decision making nei parlamenti ecologici. La comunicazione vocale, come discusso nel quarto capitolo, risulta determinante, in seno ai processi decisionali di gruppo, per esprimere la propria scelta individuale. Il monitoraggio del comportamento altrui, le componenti individuali e l’effetto dell’audience mostrerebbero infatti la referenzialità e l’intenzionalità dei segnali, nonché la natura simbolica e rappresentazionale della vocalità nei linguaggi animali. Il task di discriminazione vocale, descritto nel quinto capitolo, fornisce rilevanti dati sulle abilità degli scimpanzé in compiti di discriminazione visuo-vocale di stimoli sociali, che in letteratura sono scarsamente indagati. Lo scopo dello studio sperimentale era analizzare la tendenza alla generalizzazione dei vocalizzi riferiti a stimoli sociali e alla discriminazione del legame sociale che i vocalizzi implicano, nonché la rilevanza della comunicazione vocale nelle dinamiche di gruppo, in continuità con l’obiettivo finale della tesi. L’indagine della dimensione vocale di cure parentali, relazioni speciali, network sociale, processi decisionali di gruppo e gli studi sperimentali condotti in ambito cognitivo, mostrano il rilevante ruolo della comunicazione vocale nelle dinamiche sociali, poiché la vocalità innesca i comportamenti cooperativi e il social learning, permettendo di costruire alleanze e contrattare il potere sociale. La vocalità nei linguaggi animali non sarebbe dunque rigida, pura espressione emotiva, priva di referenzialità e incapace di manipolare l’attenzione altrui, ma mostrando una continuità funzionale, almeno a partire dai primati non umani, i vocalizzi hanno un controllo volontario e componenti individuali, sarebbero referenziali ad eventi sociali, dunque segnali di rappresentazione a fondamento della cognizione sociale.

Etologia della comunicazione vocale. Nuove teorie e ipotesi sperimentali sulla vocalità animale

GIALLONGO, LAURA
2017-02-17

Abstract

Recenti ricerche condotte in ambito etologico hanno permesso di formulare teorie e ipotesi sperimentali sulla comunicazione vocale nei linguaggi animali, contribuendo alla revisione della consolidata demarcazione tra l’intenzionalità del linguaggio del sapiens e la componente emotiva della vocalità animale, che riteneva marginale la dimensione vocale nella socialità. In questa cornice di studi lo scopo della tesi è dimostrare il rilevante ruolo della comunicazione vocale nella cognizione sociale, attraverso l’indagine della vocalità di parental care, friendship, social network e group decision making, nonché la tendenza alla discriminazione visuo-vocale di stimoli sociali negli scimpanzé, come mostra il test sperimentale descritto in questo lavoro. Il repertorio vocale della primaria forma di aggregazione sociale, le cure parentali, analizzato in virtù dei vincoli biologici ed ecologici, è l’oggetto di indagine del primo capitolo. In contrasto con la tradizione che riteneva i primati non umani silenti nell’ interazione con i cuccioli, recenti ricerche etologiche sul motherese e l’infant babbling, nonché sui sistemi di cooperative breeding, hanno mostrato che la comunicazione vocale è determinante per l’acquisizione del repertorio vocale specie-specie specifico e favorisce il social learning e i comportamenti prosociali. Il network vocale delle relazioni speciali, indagato nel secondo capitolo, diviene il metro di valutazione della complessità del tessuto sociale, come mostrano gli studi di bioacustica. L’etologia delle friendships chiarisce il ruolo della vocalità nella costruzione di alleanze e nell’ascesa sociale, scardinando la concezione sociobiologica, che attribuiva alla filogenesi e alla comunanza genetica, piuttosto che all’ontogenesi, la dominanza sociale e le opportunità riproduttive nella socialità animale. La leadership e la contrattazione del potere sociale, dibattuti in ambito biopolitico e presi in esame nel terzo capitolo, offrono importanti spunti di riflessione sui processi decisionali di gruppo delle specie gregarie. Il voto animale, espresso tramite sistemi simbolici per la manifestazione del consenso- espressione di una razionalità ecologica che permette di effettuare scelte efficaci pur in assenza della tecnologia linguistica- incoraggia la formulazione di un quadro teorico del consenso etologico che valuti l’efficacia adattiva dei processi di decision making nei parlamenti ecologici. La comunicazione vocale, come discusso nel quarto capitolo, risulta determinante, in seno ai processi decisionali di gruppo, per esprimere la propria scelta individuale. Il monitoraggio del comportamento altrui, le componenti individuali e l’effetto dell’audience mostrerebbero infatti la referenzialità e l’intenzionalità dei segnali, nonché la natura simbolica e rappresentazionale della vocalità nei linguaggi animali. Il task di discriminazione vocale, descritto nel quinto capitolo, fornisce rilevanti dati sulle abilità degli scimpanzé in compiti di discriminazione visuo-vocale di stimoli sociali, che in letteratura sono scarsamente indagati. Lo scopo dello studio sperimentale era analizzare la tendenza alla generalizzazione dei vocalizzi riferiti a stimoli sociali e alla discriminazione del legame sociale che i vocalizzi implicano, nonché la rilevanza della comunicazione vocale nelle dinamiche di gruppo, in continuità con l’obiettivo finale della tesi. L’indagine della dimensione vocale di cure parentali, relazioni speciali, network sociale, processi decisionali di gruppo e gli studi sperimentali condotti in ambito cognitivo, mostrano il rilevante ruolo della comunicazione vocale nelle dinamiche sociali, poiché la vocalità innesca i comportamenti cooperativi e il social learning, permettendo di costruire alleanze e contrattare il potere sociale. La vocalità nei linguaggi animali non sarebbe dunque rigida, pura espressione emotiva, priva di referenzialità e incapace di manipolare l’attenzione altrui, ma mostrando una continuità funzionale, almeno a partire dai primati non umani, i vocalizzi hanno un controllo volontario e componenti individuali, sarebbero referenziali ad eventi sociali, dunque segnali di rappresentazione a fondamento della cognizione sociale.
vocal communication; social cognition; social learning; parental care; friendship; group decision making
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11570/3104583
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