L’ANTIFASCISMO ITALIANO NELLA GUERRA DI SPAGNA: NUOVE PROSPETTIVE DI RICERCA La ricerca si propone di far luce su uno degli aspetti più controversi del coinvolgimento italiano nella guerra civile spagnola, vale a dire la misteriosa vicenda che lega le attività in terra iberica del faccendiere Baldassarre Londero e del suo ex socio Gino Bibbi all’assassinio del celebre intellettuale anarchico Camillo Berneri e del militante libertario Francesco Barbieri, avvenuto a Barcellona il 5 maggio 1937 durante le famigerate “giornate”. Il tema, di per sé piuttosto ostico, si trova per di più a dover scontare un persistente quanto diffuso ostracismo da parte di alcuni settori della storiografia italiana, dovuto in massima parte alla carenza di equilibrio con cui esso è stato recentemente presentato all’attenzione del pubblico da Roberto Gremmo, che ne ha ricavato un pamphlet tendente essenzialmente a gettare discredito sulla figura delle due vittime. Ritenendo tuttavia che l’argomento, al di là delle strumentalizzazioni a cui può chiaramente essere soggetto, si prestasse magnificamente alla speculazione, l’autore ha preso la decisione di dedicarvi l’opera appena completata. Il punto di partenza era naturalmente rappresentato dalle migliaia di relazioni fatte pervenire negli anni ’30 a Roma dalla sterminata galassia dei fiduciari della Polizia Politica italiana ed attualmente custodite all’interno dell’Archivio Centrale dello Stato della Capitale; per questo motivo i primi mesi di dottorato si sono tradotti in una frequentazione assidua, quasi quotidiana, della struttura in questione. Tra gli obiettivi che il dottorando si era posto figurava però quello di non farsi fuorviare dalle distorsioni che una visione unilaterale e quindi eccessivamente partigiana degli avvenimenti avrebbe inevitabilmente comportato, ragion per cui già a partire dal mese di settembre 2014 egli ha intrapreso un soggiorno di due mesi ad Amsterdam dedicato allo studio dei fondi della CNT e della FAI conservati nell’Istituto Internazionale di Storia Sociale, esperienza oltremodo proficua sotto l’aspetto produttivo in quanto gli ha permesso di localizzare, tra le altre cose, un’importantissima lettera inedita di Berneri, oltre a quel (poco) che rimane della documentazione rinvenuta dallo stesso nella sede del Consolato italiano di Barcellona al momento della sua evacuazione (18 novembre 1936); la tappa successiva del percorso intrapreso ha condotto l’autore proprio all’archivio Berneri-Aurelio Chessa di Reggio Emilia. La meta principale delle peregrinazioni europee del dottorando non poteva però che essere la Spagna, in quanto sede di centri di documentazione di importanza fondamentale ai fini della ricerca che egli sta conducendo, quali la Fundación Anselmo Lorenzo e l’Archivo Histórico Nacional di Madrid, il Centro Documental de la Memoria Histórica di Salamanca, l’Archivo General de la Administración e la Fundación Indalecio Prieto di Alcalá de Henares, l’Arxiu Montserrat Tarradellas i Macià del monastero del Poblet e la Fundación Juan Negrín di Las Palmas de Gran Canaria, ricca di materiale interessante relativo soprattutto al periodo in cui l’autorevole esponente del PSOE rivestiva la carica di ministro delle Finanze nel primo e nel secondo gabinetto Largo Caballero. Terminate le indagini nella Penisola iberica, l’autore si è recato a Parigi per visionare i fondi della Sureté recentemente restituiti dalla Russia e custoditi presso gli Archives Nationales di Pierrefitte-sur-Seine, che contengono i dossier nominativi di quasi tutti gli esuli politici che si trovavano a transitare per la Capitale francese, elemento che gli ha permesso di ricostruire seppur parzialmente la biografia ed i movimenti di due personaggi centrali nell’”affare Londero” quali il faccendiere Enrique Meziat ed il libertario Francisco Bellver; successivamente egli si è diretto alla volta degli Archivi Diplomatici di Nantes e La Courneuve. Una volta tornato in Italia, l’artefice del presente testo ha portato a termine la fase di ricerca mediante un doppio soggiorno toscano, a Firenze presso l’European University Institute, che conserva le tracce cartacee della diatriba che alla metà degli anni ’50 oppose Ernesto Rossi a Giobbe Giopp, ed a Pisa all’interno della Biblioteca Franco Serantini, ove ha avuto la possibilità di consultare documenti di impareggiabile valore quali le lettere rinvenute nell’abitazione di Bibbi al momento della sua scomparsa, avvenuta nel 1999; ormai in possesso di un considerevole archivio personale, egli ha eseguito una cernita dei dati maggiormente significativi per poi sintetizzarli nella produzione dell’elaborato finale. L’esito delle ricerche effettuate in questi anni è a parere del dottorando da considerarsi senz’altro positivo, avendogli permesso di individuare un filo rosso che sembra legare la morte violenta di Londero all’altrettanto tragica scomparsa di Berneri e Barbieri, dipanandosi come una traccia invisibile tra gli avvenimenti dell’autunno del 1936 e quelli della successiva primavera e coinvolgendo in prima persona il ministro degli Interni repubblicano Ángel Galarza ed il suo sottoposto Justiniano García, capo dei Servizi Speciali; di conseguenza gli è stato possibile reperire gli elementi indispensabili alla formulazione di una teoria organica che risulti in grado di spiegare quanto accaduto, contribuendo come egli spera a chiarire un mistero che si trascina oramai da troppi anni e che presenta ancora numerosi elementi suscettibili di approfondimento, quali ad esempio i legami tra i servizi segreti fascisti e franchisti ed il movimento separatista Estat Català e soprattutto gli inquietanti movimenti dell’ufficiale del SIM Santo Emanuele (incaricato dell’eliminazione di Carlo Rosselli e dell’anarchico Ernesto Bonomini, coinquilino di Berneri e Barbieri) e del suo fiduciario Angelo Tamborini, possibile elemento chiave di una macchinazione di cui si iniziano appena ad intravedere i contorni.

L'antifascismo italiano nella guerra di Spagna: nuove prospettive di ricerca

PECHAR, SAVERIO WERTHER
2017-02-28

Abstract

L’ANTIFASCISMO ITALIANO NELLA GUERRA DI SPAGNA: NUOVE PROSPETTIVE DI RICERCA La ricerca si propone di far luce su uno degli aspetti più controversi del coinvolgimento italiano nella guerra civile spagnola, vale a dire la misteriosa vicenda che lega le attività in terra iberica del faccendiere Baldassarre Londero e del suo ex socio Gino Bibbi all’assassinio del celebre intellettuale anarchico Camillo Berneri e del militante libertario Francesco Barbieri, avvenuto a Barcellona il 5 maggio 1937 durante le famigerate “giornate”. Il tema, di per sé piuttosto ostico, si trova per di più a dover scontare un persistente quanto diffuso ostracismo da parte di alcuni settori della storiografia italiana, dovuto in massima parte alla carenza di equilibrio con cui esso è stato recentemente presentato all’attenzione del pubblico da Roberto Gremmo, che ne ha ricavato un pamphlet tendente essenzialmente a gettare discredito sulla figura delle due vittime. Ritenendo tuttavia che l’argomento, al di là delle strumentalizzazioni a cui può chiaramente essere soggetto, si prestasse magnificamente alla speculazione, l’autore ha preso la decisione di dedicarvi l’opera appena completata. Il punto di partenza era naturalmente rappresentato dalle migliaia di relazioni fatte pervenire negli anni ’30 a Roma dalla sterminata galassia dei fiduciari della Polizia Politica italiana ed attualmente custodite all’interno dell’Archivio Centrale dello Stato della Capitale; per questo motivo i primi mesi di dottorato si sono tradotti in una frequentazione assidua, quasi quotidiana, della struttura in questione. Tra gli obiettivi che il dottorando si era posto figurava però quello di non farsi fuorviare dalle distorsioni che una visione unilaterale e quindi eccessivamente partigiana degli avvenimenti avrebbe inevitabilmente comportato, ragion per cui già a partire dal mese di settembre 2014 egli ha intrapreso un soggiorno di due mesi ad Amsterdam dedicato allo studio dei fondi della CNT e della FAI conservati nell’Istituto Internazionale di Storia Sociale, esperienza oltremodo proficua sotto l’aspetto produttivo in quanto gli ha permesso di localizzare, tra le altre cose, un’importantissima lettera inedita di Berneri, oltre a quel (poco) che rimane della documentazione rinvenuta dallo stesso nella sede del Consolato italiano di Barcellona al momento della sua evacuazione (18 novembre 1936); la tappa successiva del percorso intrapreso ha condotto l’autore proprio all’archivio Berneri-Aurelio Chessa di Reggio Emilia. La meta principale delle peregrinazioni europee del dottorando non poteva però che essere la Spagna, in quanto sede di centri di documentazione di importanza fondamentale ai fini della ricerca che egli sta conducendo, quali la Fundación Anselmo Lorenzo e l’Archivo Histórico Nacional di Madrid, il Centro Documental de la Memoria Histórica di Salamanca, l’Archivo General de la Administración e la Fundación Indalecio Prieto di Alcalá de Henares, l’Arxiu Montserrat Tarradellas i Macià del monastero del Poblet e la Fundación Juan Negrín di Las Palmas de Gran Canaria, ricca di materiale interessante relativo soprattutto al periodo in cui l’autorevole esponente del PSOE rivestiva la carica di ministro delle Finanze nel primo e nel secondo gabinetto Largo Caballero. Terminate le indagini nella Penisola iberica, l’autore si è recato a Parigi per visionare i fondi della Sureté recentemente restituiti dalla Russia e custoditi presso gli Archives Nationales di Pierrefitte-sur-Seine, che contengono i dossier nominativi di quasi tutti gli esuli politici che si trovavano a transitare per la Capitale francese, elemento che gli ha permesso di ricostruire seppur parzialmente la biografia ed i movimenti di due personaggi centrali nell’”affare Londero” quali il faccendiere Enrique Meziat ed il libertario Francisco Bellver; successivamente egli si è diretto alla volta degli Archivi Diplomatici di Nantes e La Courneuve. Una volta tornato in Italia, l’artefice del presente testo ha portato a termine la fase di ricerca mediante un doppio soggiorno toscano, a Firenze presso l’European University Institute, che conserva le tracce cartacee della diatriba che alla metà degli anni ’50 oppose Ernesto Rossi a Giobbe Giopp, ed a Pisa all’interno della Biblioteca Franco Serantini, ove ha avuto la possibilità di consultare documenti di impareggiabile valore quali le lettere rinvenute nell’abitazione di Bibbi al momento della sua scomparsa, avvenuta nel 1999; ormai in possesso di un considerevole archivio personale, egli ha eseguito una cernita dei dati maggiormente significativi per poi sintetizzarli nella produzione dell’elaborato finale. L’esito delle ricerche effettuate in questi anni è a parere del dottorando da considerarsi senz’altro positivo, avendogli permesso di individuare un filo rosso che sembra legare la morte violenta di Londero all’altrettanto tragica scomparsa di Berneri e Barbieri, dipanandosi come una traccia invisibile tra gli avvenimenti dell’autunno del 1936 e quelli della successiva primavera e coinvolgendo in prima persona il ministro degli Interni repubblicano Ángel Galarza ed il suo sottoposto Justiniano García, capo dei Servizi Speciali; di conseguenza gli è stato possibile reperire gli elementi indispensabili alla formulazione di una teoria organica che risulti in grado di spiegare quanto accaduto, contribuendo come egli spera a chiarire un mistero che si trascina oramai da troppi anni e che presenta ancora numerosi elementi suscettibili di approfondimento, quali ad esempio i legami tra i servizi segreti fascisti e franchisti ed il movimento separatista Estat Català e soprattutto gli inquietanti movimenti dell’ufficiale del SIM Santo Emanuele (incaricato dell’eliminazione di Carlo Rosselli e dell’anarchico Ernesto Bonomini, coinquilino di Berneri e Barbieri) e del suo fiduciario Angelo Tamborini, possibile elemento chiave di una macchinazione di cui si iniziano appena ad intravedere i contorni.
Antifascismo; fascismo; guerra di Spagna; volontari italiani; anarchismo; spionaggio; Camillo Berneri; Francesco Barbieri; Baldassarre Londero; Gino Bibbi; Angel Galarza; Andreu Rebertés; Francisco Franco.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11570/3104882
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