L’elaborato offre l'edizione critica del poema latino “Bellum Servile” di Giovanni Pascoli, presentato al certamen hoeufftianum del 1893. Pur essendo tra i testi meno frequentati dalla critica, “Bellum Servile” rappresenta una tappa importante nella biografia culturale del Romagnolo per la molteplicità di spunti che in esso il poeta andò accumulando e, quasi, tentando per la prima volta, dalla tematica politica, alla tematica delle morti famigliari, alla riflessione sulla morte e la connessa sua funzione ‘umanizzatrice’. Di questi aspetti si occupa l’“Introduzione” che apre il lavoro. Il capitolo “La vicenda del testo” mette a fuoco il particolare interesse del Pascoli verso la struttura del nómos terpandreo, attraverso l’analisi dei risultati di un primo sondaggio sui testi (e avantesti) latini e italiani articolati nelle sette parti che costituivano l’antico genere di componimento. Viene di seguito ricostruito il percorso attraverso il quale il poeta, faticosamente, arriva a fissare una struttura per “Bellum Servile” e come questa vada via via mutando sino alla finale dissoluzione parallelamente al realizzarsi del processo compositivo, che viene analizzato a partire dalle più precoci testimonianze e dai primi progetti poi abbandonati, attraverso le fasi elaborative principali, fino alle giunte composte dopo la scadenza del bando hoeufftiano e ai progetti di scomposizione successivi alla fine delle procedure concorsuali olandesi. Si fornisce quindi la descrizione fisica e contenutistica di tutti i testimoni relativi al testo di “Bellum Servile” conservati presso l’Archivio di Casa Pascoli a Castelvecchio, nel plico deputato al poema o in altre unità archivistiche e la loro trascrizione critica. Segue il testo critico del poema fondato sull’ultima volontà documentabile nei manoscritti e corredato di una nuova traduzione. Il “Commento”, il primo autonomo e puntuale dedicato al poema, mira ad attivare l’informazione proveniente dall’avantesto, cercando parimenti di inquadrare i luoghi nel contesto della produzione pascoliana volgare e latina, senza ovviamente trascurare i numerosi referenti antichi e moderni.

Giovanni Pascoli, Bellum Servile, Edizione critica a cura di Francesco Galatà

GALATA', FRANCESCO
2017-02-28

Abstract

L’elaborato offre l'edizione critica del poema latino “Bellum Servile” di Giovanni Pascoli, presentato al certamen hoeufftianum del 1893. Pur essendo tra i testi meno frequentati dalla critica, “Bellum Servile” rappresenta una tappa importante nella biografia culturale del Romagnolo per la molteplicità di spunti che in esso il poeta andò accumulando e, quasi, tentando per la prima volta, dalla tematica politica, alla tematica delle morti famigliari, alla riflessione sulla morte e la connessa sua funzione ‘umanizzatrice’. Di questi aspetti si occupa l’“Introduzione” che apre il lavoro. Il capitolo “La vicenda del testo” mette a fuoco il particolare interesse del Pascoli verso la struttura del nómos terpandreo, attraverso l’analisi dei risultati di un primo sondaggio sui testi (e avantesti) latini e italiani articolati nelle sette parti che costituivano l’antico genere di componimento. Viene di seguito ricostruito il percorso attraverso il quale il poeta, faticosamente, arriva a fissare una struttura per “Bellum Servile” e come questa vada via via mutando sino alla finale dissoluzione parallelamente al realizzarsi del processo compositivo, che viene analizzato a partire dalle più precoci testimonianze e dai primi progetti poi abbandonati, attraverso le fasi elaborative principali, fino alle giunte composte dopo la scadenza del bando hoeufftiano e ai progetti di scomposizione successivi alla fine delle procedure concorsuali olandesi. Si fornisce quindi la descrizione fisica e contenutistica di tutti i testimoni relativi al testo di “Bellum Servile” conservati presso l’Archivio di Casa Pascoli a Castelvecchio, nel plico deputato al poema o in altre unità archivistiche e la loro trascrizione critica. Segue il testo critico del poema fondato sull’ultima volontà documentabile nei manoscritti e corredato di una nuova traduzione. Il “Commento”, il primo autonomo e puntuale dedicato al poema, mira ad attivare l’informazione proveniente dall’avantesto, cercando parimenti di inquadrare i luoghi nel contesto della produzione pascoliana volgare e latina, senza ovviamente trascurare i numerosi referenti antichi e moderni.
28-feb-2017
Giovanni Pascoli; Bellum Servile; Gladiatores; Poesia latina; Spartacus;
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