Questo studio mira ad analizzare gli effetti espletati nella cuspide nord-orientale della Sicilia dal processo di colonizzazione delle aree incolte, sostenuto dalla corona spagnola, che comportò, tra il XVI ed il XVIII secolo, un marcato processo di urbanizzazione e di estensivazione delle colture cerealicole. L’area di indagine, morfologicamente complessa per la presenza delle catene montuose dei Nebrodi e dei Peloritani, è caratterizzata da una trama insediativa articolata gerarchicamente nei poli urbani più importanti come Messina, Patti, Milazzo, Capo d’Orlando, Sant’Agata di Militello, Taormina, tutti centri costieri; e poi da una miriade di centri minori dislocati sulle aree collinari e montane. La situazione odierna vede i sistemi insediativi – urbanistici più dinamici lungo le coste, caratterizzati da una comune struttura insediativa e da un sistema distributivo articolato. Più conservativi, invece, i centri montani e collinari che hanno mantenuto quasi del tutto intatte le proprie caratteristiche originarie. Questi ultimi centri sono ricchi di storia e di cultura e sono fondamentali, soprattutto da un punto di vista antropico – identitario e turistico, per l’area di cui fanno parte. Infatti le antiche masserie, le vecchie dimore signorili, le antiche case “della seta”, gli opifici, dislocati nei territori di montagna e di collina, sono tutte entità fondamentali per il riconoscimento dell’identità dei luoghi costituendo le risorse chiave per il recupero ambientale e della memoria. Oggi questi elementi soffrono, inevitabilmente, il progressivo abbandono da parte della comunità locale. Questo processo ha evidenziato l’importanza di un recupero, di una tutela, di una ri-territorializzazione dei comuni peloritani, nebroidei e della Valle d’Alcantara e costituisce anche il motivo primo di questo lavoro di ricerca. Per il recupero del territorio, risulta evidente distinguere fra “stati” ambientali, che mostrano le condizioni dell’ambiente in tutte le sue componenti (acqua, suolo, paesaggio, beni culturali e condizioni salutari o meno e l’uomo); “impatti” ambientali, che descrivono gli effetti dell’alterazione dell’ambiente sull’uomo e sugli ecosistemi; le “risposte” relative all’ambiente, necessarie a mitigare gli effetti delle pressioni sull’ambiente da parte dell’azione umana e determinanti per ridurre gli “Impatti” (norme, piani, progetti, bonifiche e mitigazioni d’impatto). Oggi è molto evidente lo stridente accostamento di un paesaggio tutt’ora di elevata bellezza e qualità ad un insediamento molto pervasivo e, per diversi aspetti, scadente: scarsa funzionalità, tipologia dell’edificato, estetica complessiva. La cuspide nord-orientale della Sicilia comprende una molteplicità di centri urbani caratterizzati da origini storiche diverse, legate talvolta a processi di fondazione esogena, effetto delle reiterate invasioni di gruppi esterni. Tuttavia sono presenti anche molti paesi di origine baronale e numerosi sono anche i centri fondati tra XVI e XVIII secolo; su questi ultimi, effetto del processo di colonizzazione delle aree incolte, si focalizzerà questo studio, analizzandone le caratteristiche naturalistiche, il profilo storico, lo aspetto urbanistico ed il processo di sviluppo del territorio. L’indagine procederà partendo dall’analisi delle peculiarità fisiche dell’area nord-orientale dell’Isola, per passare poi alla delineazione del processo insediativo attraverso i secoli, condizionato dal succedersi al potere di gruppi umani diversi che nel tempo hanno occupato la Sicilia contaminandone la cultura. Si passerà poi all’analisi più particolareggiata dell’insediamento nell’area oggetto di studio, focalizzando l’attenzione sui diversi centri, a loro volta esito del processo di colonizzazione interna che tra ‘500 e ‘600 diede luogo alla creazione in Sicilia di circa centoventi nuovi centri abitati.

I processi di insediamento ed urbanizzazione nell'area nord orientale della Sicilia. I centri di fondazione

FARANDA, LAURA
2017-03-28

Abstract

Questo studio mira ad analizzare gli effetti espletati nella cuspide nord-orientale della Sicilia dal processo di colonizzazione delle aree incolte, sostenuto dalla corona spagnola, che comportò, tra il XVI ed il XVIII secolo, un marcato processo di urbanizzazione e di estensivazione delle colture cerealicole. L’area di indagine, morfologicamente complessa per la presenza delle catene montuose dei Nebrodi e dei Peloritani, è caratterizzata da una trama insediativa articolata gerarchicamente nei poli urbani più importanti come Messina, Patti, Milazzo, Capo d’Orlando, Sant’Agata di Militello, Taormina, tutti centri costieri; e poi da una miriade di centri minori dislocati sulle aree collinari e montane. La situazione odierna vede i sistemi insediativi – urbanistici più dinamici lungo le coste, caratterizzati da una comune struttura insediativa e da un sistema distributivo articolato. Più conservativi, invece, i centri montani e collinari che hanno mantenuto quasi del tutto intatte le proprie caratteristiche originarie. Questi ultimi centri sono ricchi di storia e di cultura e sono fondamentali, soprattutto da un punto di vista antropico – identitario e turistico, per l’area di cui fanno parte. Infatti le antiche masserie, le vecchie dimore signorili, le antiche case “della seta”, gli opifici, dislocati nei territori di montagna e di collina, sono tutte entità fondamentali per il riconoscimento dell’identità dei luoghi costituendo le risorse chiave per il recupero ambientale e della memoria. Oggi questi elementi soffrono, inevitabilmente, il progressivo abbandono da parte della comunità locale. Questo processo ha evidenziato l’importanza di un recupero, di una tutela, di una ri-territorializzazione dei comuni peloritani, nebroidei e della Valle d’Alcantara e costituisce anche il motivo primo di questo lavoro di ricerca. Per il recupero del territorio, risulta evidente distinguere fra “stati” ambientali, che mostrano le condizioni dell’ambiente in tutte le sue componenti (acqua, suolo, paesaggio, beni culturali e condizioni salutari o meno e l’uomo); “impatti” ambientali, che descrivono gli effetti dell’alterazione dell’ambiente sull’uomo e sugli ecosistemi; le “risposte” relative all’ambiente, necessarie a mitigare gli effetti delle pressioni sull’ambiente da parte dell’azione umana e determinanti per ridurre gli “Impatti” (norme, piani, progetti, bonifiche e mitigazioni d’impatto). Oggi è molto evidente lo stridente accostamento di un paesaggio tutt’ora di elevata bellezza e qualità ad un insediamento molto pervasivo e, per diversi aspetti, scadente: scarsa funzionalità, tipologia dell’edificato, estetica complessiva. La cuspide nord-orientale della Sicilia comprende una molteplicità di centri urbani caratterizzati da origini storiche diverse, legate talvolta a processi di fondazione esogena, effetto delle reiterate invasioni di gruppi esterni. Tuttavia sono presenti anche molti paesi di origine baronale e numerosi sono anche i centri fondati tra XVI e XVIII secolo; su questi ultimi, effetto del processo di colonizzazione delle aree incolte, si focalizzerà questo studio, analizzandone le caratteristiche naturalistiche, il profilo storico, lo aspetto urbanistico ed il processo di sviluppo del territorio. L’indagine procederà partendo dall’analisi delle peculiarità fisiche dell’area nord-orientale dell’Isola, per passare poi alla delineazione del processo insediativo attraverso i secoli, condizionato dal succedersi al potere di gruppi umani diversi che nel tempo hanno occupato la Sicilia contaminandone la cultura. Si passerà poi all’analisi più particolareggiata dell’insediamento nell’area oggetto di studio, focalizzando l’attenzione sui diversi centri, a loro volta esito del processo di colonizzazione interna che tra ‘500 e ‘600 diede luogo alla creazione in Sicilia di circa centoventi nuovi centri abitati.
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