La prospettiva di una “capitalizzazione degli esiti” nell’ambito degli aggregati plastici riciclati per calcestruzzi leggeri strutturali è stata un filtro attraverso cui commisurare/soppesare un campo di ricerca che appariva fecondo di dati in apparenza disaggregati e contraddittori. Nei due anni trascorsi dall’esordio di questo studio, è stato definito uno stato dell’arte - assunto come base di partenza scientifica per le diverse campagne di sperimentazione condotte - con le finalità di approfondire alcune risultanze, di colmare le lacune riscontrate, di cercare risposte inedite e di fronteggiare nuove problematiche apertesi. Le deduzioni cui si è giunti sono state proposte con continuità in alcuni contributi13 elaborati correlando i dati nell’ambito di uno scenario evolutivo che si è andato delineando. Si è compreso a questo punto di potere e dovere condurre una nuova capitalizzazione, già parzialmente avviata [Fiandaca 2016.2], a valle di siffatto percorso di ricerca, che preannuncia un panorama scientifico diverso e che, pur tenendo conto delle esigue risorse messe in campo, mostra con evidenza sia i limiti sia le prospettive del programma di sperimentazione condotto. Senza voler anticipare quanto si argomenterà nel contributo, occorre ricordare il presupposto con cui ci si è confrontati: la possibilità cioè di impiegare aggregati leggeri derivati da rifiuti plastici, in sostituzione di aggregati minerali, nelle miscele di calcestruzzo, con la volontà di valutare se gli effetti sulle prestazioni allo stato fresco e allo stato indurito siano ininfluenti o migliorativi, nonché di stabilire se adottando quale nuova risorsa un materiale di difficile degradabilità quale la plastica post-consumo, si contribuisca efficacemente alla qualità ambientale. Ci si propone, dopo una breve sintesi dei temi affrontati e dei risultati conseguiti, di concludere con un bilancio obiettivo, non privo di riscontri imprevedibili e inattesi ai quali far corrispondere una riflessione consapevole su eventuali sviluppi futuri.

Aggregati plastici riciclati per calcestruzzi leggeri strutturali. Ri-orientare un percorso di ricerca a valle di un ciclo di sperimentazione concluso.

FIANDACA, Ornella
Primo
2017

Abstract

La prospettiva di una “capitalizzazione degli esiti” nell’ambito degli aggregati plastici riciclati per calcestruzzi leggeri strutturali è stata un filtro attraverso cui commisurare/soppesare un campo di ricerca che appariva fecondo di dati in apparenza disaggregati e contraddittori. Nei due anni trascorsi dall’esordio di questo studio, è stato definito uno stato dell’arte - assunto come base di partenza scientifica per le diverse campagne di sperimentazione condotte - con le finalità di approfondire alcune risultanze, di colmare le lacune riscontrate, di cercare risposte inedite e di fronteggiare nuove problematiche apertesi. Le deduzioni cui si è giunti sono state proposte con continuità in alcuni contributi13 elaborati correlando i dati nell’ambito di uno scenario evolutivo che si è andato delineando. Si è compreso a questo punto di potere e dovere condurre una nuova capitalizzazione, già parzialmente avviata [Fiandaca 2016.2], a valle di siffatto percorso di ricerca, che preannuncia un panorama scientifico diverso e che, pur tenendo conto delle esigue risorse messe in campo, mostra con evidenza sia i limiti sia le prospettive del programma di sperimentazione condotto. Senza voler anticipare quanto si argomenterà nel contributo, occorre ricordare il presupposto con cui ci si è confrontati: la possibilità cioè di impiegare aggregati leggeri derivati da rifiuti plastici, in sostituzione di aggregati minerali, nelle miscele di calcestruzzo, con la volontà di valutare se gli effetti sulle prestazioni allo stato fresco e allo stato indurito siano ininfluenti o migliorativi, nonché di stabilire se adottando quale nuova risorsa un materiale di difficile degradabilità quale la plastica post-consumo, si contribuisca efficacemente alla qualità ambientale. Ci si propone, dopo una breve sintesi dei temi affrontati e dei risultati conseguiti, di concludere con un bilancio obiettivo, non privo di riscontri imprevedibili e inattesi ai quali far corrispondere una riflessione consapevole su eventuali sviluppi futuri.
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