Il presente lavoro di tesi s’inquadra nelle ricerche sulla “value relevance” (VR) delle informazioni contabili, cioè in quel filone di studi che, analizzando l’associazione statistica fra valori contabili e valori di mercato, esamina l’attitudine delle informazioni divulgate nei bilanci delle imprese a influenzare le scelte degli investitori e, conseguentemente, il valore di mercato dell'azienda. In questa prospettiva, l'informativa contabile è considerata “value relevant” (Francjs e Schipper, 1999) per gli investitori se esiste una relazione statisticamente significativa fra valori di bilancio e valore di mercato dell’impresa. La tesi si focalizza sullo studio della “value relevance” degli “interim financial reporting” e si pone due specifici, seppur interrelati, obiettivi di ricerca: a) verificare se gli “interim financial reporting” pubblicati dalle imprese quotate sul mercato azionario italiano possono essere considerati “value relevant”; b) stabilire, sempre con riferimento alle imprese quotate sul mercato azionario italiano e in caso di esito positivo della verifica di cui al punto a), in quale intervallo temporale (event windows) si concretizza il maggiore impatto delle informazioni comunicate al mercato azionario (il c.d. effetto annuncio) per mezzo degli “interim financial reporting”. Si precisa a tal riguardo che i principali studi sulla “value relevance” degli “interim financial reporting” si riscontrano nella letteratura internazionale. Gli studi condotti in Italia sulla “value relevance” delle informazioni contabili hanno, invece, focalizzato principalmente l'attenzione sui bilanci annuali e non si riscontrano, ancora, analisi mirate alla comprensione dell’intervallo temporale (event window) in cui la relazione diventa significativa. In questa prospettiva, quindi, il lavoro di tesi vuole colmare tale gap riscontrato nella letteratura nazionale. Com’è noto, l'informativa contabile è di fondamentale importanza per orientare le scelte d'investimento nel capitale delle imprese. Il suo ruolo è cresciuto progressivamente nel corso del tempo, e appare particolarmente accentuato nell’attuale contesto economico nel quale il mercato e gli investitori chiedono alle imprese informazioni sempre più puntuali, trasparenti e tempestive. Proprio a ragione di ciò, nel processo di comunicazione economico-finanziaria delle imprese particolare importanza rivestono, oltre ai bilanci annuali, anche i c.d. “interim financial reporting2” pubblicati dalle aziende quotate sui mercati finanziari3. Gli “interim financial reporting”, mediante i quali sono divulgate informazioni intermedie, tempestive e attendibili, migliorano infatti la capacità degli investitori di comprendere l'effettivo potenziale dell'impresa di generare utili e flussi finanziari, come stabilito dal principio contabile internazionale IAS 344. In effetti, sono molteplici i motivi per cui si sottopongono i risultati della gestione aziendale a una comunicazione semestrale e trimestrale. In primis, quello di determinare le performance periodiche nell'ottica di informare gli investitori che assumono il rischio di impresa e, quindi, nell’ottica della trasparenza e della comunicazione con il mercato. In secundis, per ragioni giuridiche in quanto le imprese quotate hanno degli obblighi normativi ben precisi, e sono oggetto di vigilanza a tutela del mercato stesso. In effetti, sia la normativa che le imprese stesse hanno la comune finalità di intensificare il legame fondamentale fra gli obblighi di comunicazione periodica nell’ottica della trasparenza del mercato e l’esigenza di tutelare il mercato dei capitali nell’ottica della sana e prudente gestione degli enti vigilati. Gli studi sulla “value relevance” possono trovare utile applicazione anche nell’ambito della comunicazione infrannuale, perché è possibile analizzare la relazione che lega i dati contabili divulgati dagli “interim financial reporting” con il valore di mercato delle società quotate. Analogamente a quel che viene fatto per i bilanci annuali, la “value relevance” delle informazioni contabili contenuta nei bilanci infrannuali è determinata attraverso l'utilizzo di modelli empirici (analisi statistiche) che hanno la finalità di analizzare in che modo l'informativa contabile influenza i prezzi di mercato. L’indagine presentata nella tesi è condotta su base campionaria, applicando la value relevance analysis a un campione di 61 aziende quotate sui mercati azionari Italiani osservate nel periodo 2008 – 2015. I risultati ottenuti mostrano che gli “interim financial reporting” sono “value relevant” sia nella fase pre-pubblicazione che nella fase post-pubblicazione. Per cui si riscontra un’indiscussa attenzione verso questa tipologia di documento. Con riferimento all’esame dell’effetto annuncio, dimostrano che non è possibile stabilire in quale giorno dell’intervallo temporale si riscontra una maggiore influenza ma, allo stesso tempo, mostrano un lieve aumento di relevance dal giorno (-20) al giorno (-15) e dal giorno (+15) al giorno (+20). In dettaglio, il lavoro si articola come segue. Nel capitolo 1 sono esaminati, anche in chiave evolutiva, gli obblighi imposti alle imprese dalla normativa in tema di comunicazione infrannuale con il mercato. Viene analizzato il contenuto dei c.d. “interim financial reporting” relativamente ai prospetti del bilancio semestrale e trimestrale e si espongono le principali prescrizioni fornite dal principio contabile internazionale IAS 34 in tema di bilanci intermedi. Nel capitolo 2 si presenta una review della letteratura accademica in tema di “value relevance” e si esaminano i principali modelli empirici utilizzati in tale ambito di studi. Nel capitolo 3 si espone la struttura dell’indagine (ipotesi di ricerca, metodologia di analisi, composizione del campione e variabili impiegate per l’analisi di regressione). Nel capitolo 4 si commentano i risultati ottenuti. Alla fine del lavoro si propongono le considerazioni conclusive.

La value relevance degli interim financial reporting delle imprese quotate sul mercato azionario italiano

LO BUE, SALVATORE
2017-07-04

Abstract

Il presente lavoro di tesi s’inquadra nelle ricerche sulla “value relevance” (VR) delle informazioni contabili, cioè in quel filone di studi che, analizzando l’associazione statistica fra valori contabili e valori di mercato, esamina l’attitudine delle informazioni divulgate nei bilanci delle imprese a influenzare le scelte degli investitori e, conseguentemente, il valore di mercato dell'azienda. In questa prospettiva, l'informativa contabile è considerata “value relevant” (Francjs e Schipper, 1999) per gli investitori se esiste una relazione statisticamente significativa fra valori di bilancio e valore di mercato dell’impresa. La tesi si focalizza sullo studio della “value relevance” degli “interim financial reporting” e si pone due specifici, seppur interrelati, obiettivi di ricerca: a) verificare se gli “interim financial reporting” pubblicati dalle imprese quotate sul mercato azionario italiano possono essere considerati “value relevant”; b) stabilire, sempre con riferimento alle imprese quotate sul mercato azionario italiano e in caso di esito positivo della verifica di cui al punto a), in quale intervallo temporale (event windows) si concretizza il maggiore impatto delle informazioni comunicate al mercato azionario (il c.d. effetto annuncio) per mezzo degli “interim financial reporting”. Si precisa a tal riguardo che i principali studi sulla “value relevance” degli “interim financial reporting” si riscontrano nella letteratura internazionale. Gli studi condotti in Italia sulla “value relevance” delle informazioni contabili hanno, invece, focalizzato principalmente l'attenzione sui bilanci annuali e non si riscontrano, ancora, analisi mirate alla comprensione dell’intervallo temporale (event window) in cui la relazione diventa significativa. In questa prospettiva, quindi, il lavoro di tesi vuole colmare tale gap riscontrato nella letteratura nazionale. Com’è noto, l'informativa contabile è di fondamentale importanza per orientare le scelte d'investimento nel capitale delle imprese. Il suo ruolo è cresciuto progressivamente nel corso del tempo, e appare particolarmente accentuato nell’attuale contesto economico nel quale il mercato e gli investitori chiedono alle imprese informazioni sempre più puntuali, trasparenti e tempestive. Proprio a ragione di ciò, nel processo di comunicazione economico-finanziaria delle imprese particolare importanza rivestono, oltre ai bilanci annuali, anche i c.d. “interim financial reporting2” pubblicati dalle aziende quotate sui mercati finanziari3. Gli “interim financial reporting”, mediante i quali sono divulgate informazioni intermedie, tempestive e attendibili, migliorano infatti la capacità degli investitori di comprendere l'effettivo potenziale dell'impresa di generare utili e flussi finanziari, come stabilito dal principio contabile internazionale IAS 344. In effetti, sono molteplici i motivi per cui si sottopongono i risultati della gestione aziendale a una comunicazione semestrale e trimestrale. In primis, quello di determinare le performance periodiche nell'ottica di informare gli investitori che assumono il rischio di impresa e, quindi, nell’ottica della trasparenza e della comunicazione con il mercato. In secundis, per ragioni giuridiche in quanto le imprese quotate hanno degli obblighi normativi ben precisi, e sono oggetto di vigilanza a tutela del mercato stesso. In effetti, sia la normativa che le imprese stesse hanno la comune finalità di intensificare il legame fondamentale fra gli obblighi di comunicazione periodica nell’ottica della trasparenza del mercato e l’esigenza di tutelare il mercato dei capitali nell’ottica della sana e prudente gestione degli enti vigilati. Gli studi sulla “value relevance” possono trovare utile applicazione anche nell’ambito della comunicazione infrannuale, perché è possibile analizzare la relazione che lega i dati contabili divulgati dagli “interim financial reporting” con il valore di mercato delle società quotate. Analogamente a quel che viene fatto per i bilanci annuali, la “value relevance” delle informazioni contabili contenuta nei bilanci infrannuali è determinata attraverso l'utilizzo di modelli empirici (analisi statistiche) che hanno la finalità di analizzare in che modo l'informativa contabile influenza i prezzi di mercato. L’indagine presentata nella tesi è condotta su base campionaria, applicando la value relevance analysis a un campione di 61 aziende quotate sui mercati azionari Italiani osservate nel periodo 2008 – 2015. I risultati ottenuti mostrano che gli “interim financial reporting” sono “value relevant” sia nella fase pre-pubblicazione che nella fase post-pubblicazione. Per cui si riscontra un’indiscussa attenzione verso questa tipologia di documento. Con riferimento all’esame dell’effetto annuncio, dimostrano che non è possibile stabilire in quale giorno dell’intervallo temporale si riscontra una maggiore influenza ma, allo stesso tempo, mostrano un lieve aumento di relevance dal giorno (-20) al giorno (-15) e dal giorno (+15) al giorno (+20). In dettaglio, il lavoro si articola come segue. Nel capitolo 1 sono esaminati, anche in chiave evolutiva, gli obblighi imposti alle imprese dalla normativa in tema di comunicazione infrannuale con il mercato. Viene analizzato il contenuto dei c.d. “interim financial reporting” relativamente ai prospetti del bilancio semestrale e trimestrale e si espongono le principali prescrizioni fornite dal principio contabile internazionale IAS 34 in tema di bilanci intermedi. Nel capitolo 2 si presenta una review della letteratura accademica in tema di “value relevance” e si esaminano i principali modelli empirici utilizzati in tale ambito di studi. Nel capitolo 3 si espone la struttura dell’indagine (ipotesi di ricerca, metodologia di analisi, composizione del campione e variabili impiegate per l’analisi di regressione). Nel capitolo 4 si commentano i risultati ottenuti. Alla fine del lavoro si propongono le considerazioni conclusive.
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