In ambito neuropsicologico si sta recentemente abbandonando la tesi tradizionale secondo cui le funzioni esecutive e linguistiche siano regolate esclusivamente dalle aree corticali, in favore di una distribuzione cortico-subcorticale. Inserendosi in questo dibattito, sono stati condotti tre studi sperimentali con l’obiettivo generale di testare l’ipotesi di un deficit di automatizzazione attraverso diversi paradigmi sperimentali nei bambini con Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD) e Disturbi Specifici del Linguaggio (DSL). Il primo studio empirico ha indagato la seguente questione: in che misura un deficit dell'attenzione può influenzare i movimenti oculari e, di conseguenza, la rievocazione di una parola letta in precedenza? In letteratura, un gran numero di studi concordano sul legame tra attenzione e movimenti oculari durante la lettura. Inoltre è stato dimostrato che attenzione e memoria di lavoro interagiscono tra di loro. E’ ben noto, altresì, che la lettura delle parole, cosi come il loro ricordo, è un processo frutto di diversi fattori co-partecipi, quali: l’apprendimento socio-culturale di appartenenza, lo sviluppo cerebrale, i processi di automatizzazione delle regole lessicali, grammaticali e di memoria. 45 bambini con ADHD e 45 bambini con sviluppo tipico (TD) di età compresa tra gli 8 e 11 anni (M = 9.2; D.S. = 4.03) hanno completato un test di memoria visiva di parole, implementato su uno strumento dotato di tecnologia di tracciamento oculare (eye-tracking). Per analizzare i patterns visivi di scansione dei partecipanti, sono stati utilizzati due parametri: la direzione dello sguardo e l'indice di entropia. I risultati hanno indicato che i gruppi di bambini con ADHD hanno mostrato una scarsa accurattezza della memoria di lavoro rispetto al gruppo TD. In altre parole, i soggetti con ADHD ricordavano meno parole rispetto ai soggetti di controllo, sebbene le parole erano state precedentemente osservate in fase di codifica. Inoltre, i bambini del gruppo ADHD non seguivano un tipico percorso di scansione visiva delle parole rispetto ai bambini del gruppo di controllo; la loro scansione visiva era discontinua, scoordinata e caotica. Questo risultato indica che i soggetti con ADHD mostrano dei deficit già nella fase di elaborazione degli stimoli, che potrebbe rendere deficitaria la successiva fase di automatizzazione del ricordo. Infine, i gruppi ADHD tendevano a mostrare un indice di entropia tra le quattro categorie di saccadi superiori ai soggetti nel gruppo TD. I risultati di questo primo studio sono stati discussi alla luce di una relazione tra il percorso di scansione visiva atipico, Memoria di lavoro e ADHD. Nel secondo studio, è stata impiegata la stessa metodologia sperimentale della prima ricerca su un campione di bambini con DSL, bambini con DSL+ADHD e soggetti con sviluppo tipico, appaiati per sesso e per età ai due gruppi clinici. L’obiettivo era testare l’ipotesi di un deficit di automatizzazione conseguente ad uno scan visivo atipico, anche nei soggetti con DSL. I risultati hanno confermato le ipotesi alla base della ricerca, supportando l’idea di un deficit di automatizzazione sia nei soggetti con ADHD e sia in quelli con DSL. L’obiettivo del terzo studio era supportare l’ipotesi di un deficit di automatizzazione attraverso l’uso di un altro paradigma, il Multi Source Interference Task (MSIT). 45 bambini con ADHD, 45 con ADHD+DSL e 45 con sviluppo tipico hanno completato il paradigma MSIT, somministrato via computer. Il compito dei partecipanti era di indicare, quale cifra è differente (numero target) dalle altre due (distrattori), premendo un tasto corrispondente al numero target. Questo compito è stato presentato in due condizioni: -una condizione congruente (CC) nella quale i distrattori sono 0 e i numeri target (1,2,3) vengono presentati sullo schermo del computer nella stessa posizione che hanno sui tasti; -una condizione incongruente (InC), nella quale i distrattori (1,2,3) sono numeri differenti da 0 e i numeri target (1,2,3) non vengono presentati sul computer con lo stesso ordine che hanno sui tasti. I risultati hanno dimostrato che sia i soggetti con ADHD e sia quelli del gruppo in comorbidità hanno commesso più errori dei bambini del gruppo TD. Inoltre, i bambini del gruppo ADHD hanno mostrato prestazioni più basse sia nella condizione congruente sia nella condizione incongruente. In particolare, l’assenza di interazione statisticamente significativa fra le due condizioni in entrambi i due gruppi clinici ha mostrato che i soggetti con ADHD e DSL hanno un deficit sia nei processi controllati e sia in quelli automatici. In conclusione, i tre studi sperimentali evidenziano un deficit nei processi di automatizzazione in entrambe le patologie. I risultati sono stati discussi alla luce del modello cortico-subcorticale delle funzioni esecutive e del linguaggio, comportando cosi la riconcettualizzazione dell’ADHD non solo come un disturbo esclusivamente di natura esecutiva, ma anche automatica, e la concettualizzazione dei DSL non solo come deficit specifico del dominio linguistico ma anche cognitivo.

Dal circuito cortico-subcorticale ai processi cognitivi automatici e controllati. Ricerche sperimentali nei soggetti con disfunzioni esecutive e procedurali

CAPRI', TINDARA
2018

Abstract

In ambito neuropsicologico si sta recentemente abbandonando la tesi tradizionale secondo cui le funzioni esecutive e linguistiche siano regolate esclusivamente dalle aree corticali, in favore di una distribuzione cortico-subcorticale. Inserendosi in questo dibattito, sono stati condotti tre studi sperimentali con l’obiettivo generale di testare l’ipotesi di un deficit di automatizzazione attraverso diversi paradigmi sperimentali nei bambini con Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD) e Disturbi Specifici del Linguaggio (DSL). Il primo studio empirico ha indagato la seguente questione: in che misura un deficit dell'attenzione può influenzare i movimenti oculari e, di conseguenza, la rievocazione di una parola letta in precedenza? In letteratura, un gran numero di studi concordano sul legame tra attenzione e movimenti oculari durante la lettura. Inoltre è stato dimostrato che attenzione e memoria di lavoro interagiscono tra di loro. E’ ben noto, altresì, che la lettura delle parole, cosi come il loro ricordo, è un processo frutto di diversi fattori co-partecipi, quali: l’apprendimento socio-culturale di appartenenza, lo sviluppo cerebrale, i processi di automatizzazione delle regole lessicali, grammaticali e di memoria. 45 bambini con ADHD e 45 bambini con sviluppo tipico (TD) di età compresa tra gli 8 e 11 anni (M = 9.2; D.S. = 4.03) hanno completato un test di memoria visiva di parole, implementato su uno strumento dotato di tecnologia di tracciamento oculare (eye-tracking). Per analizzare i patterns visivi di scansione dei partecipanti, sono stati utilizzati due parametri: la direzione dello sguardo e l'indice di entropia. I risultati hanno indicato che i gruppi di bambini con ADHD hanno mostrato una scarsa accurattezza della memoria di lavoro rispetto al gruppo TD. In altre parole, i soggetti con ADHD ricordavano meno parole rispetto ai soggetti di controllo, sebbene le parole erano state precedentemente osservate in fase di codifica. Inoltre, i bambini del gruppo ADHD non seguivano un tipico percorso di scansione visiva delle parole rispetto ai bambini del gruppo di controllo; la loro scansione visiva era discontinua, scoordinata e caotica. Questo risultato indica che i soggetti con ADHD mostrano dei deficit già nella fase di elaborazione degli stimoli, che potrebbe rendere deficitaria la successiva fase di automatizzazione del ricordo. Infine, i gruppi ADHD tendevano a mostrare un indice di entropia tra le quattro categorie di saccadi superiori ai soggetti nel gruppo TD. I risultati di questo primo studio sono stati discussi alla luce di una relazione tra il percorso di scansione visiva atipico, Memoria di lavoro e ADHD. Nel secondo studio, è stata impiegata la stessa metodologia sperimentale della prima ricerca su un campione di bambini con DSL, bambini con DSL+ADHD e soggetti con sviluppo tipico, appaiati per sesso e per età ai due gruppi clinici. L’obiettivo era testare l’ipotesi di un deficit di automatizzazione conseguente ad uno scan visivo atipico, anche nei soggetti con DSL. I risultati hanno confermato le ipotesi alla base della ricerca, supportando l’idea di un deficit di automatizzazione sia nei soggetti con ADHD e sia in quelli con DSL. L’obiettivo del terzo studio era supportare l’ipotesi di un deficit di automatizzazione attraverso l’uso di un altro paradigma, il Multi Source Interference Task (MSIT). 45 bambini con ADHD, 45 con ADHD+DSL e 45 con sviluppo tipico hanno completato il paradigma MSIT, somministrato via computer. Il compito dei partecipanti era di indicare, quale cifra è differente (numero target) dalle altre due (distrattori), premendo un tasto corrispondente al numero target. Questo compito è stato presentato in due condizioni: -una condizione congruente (CC) nella quale i distrattori sono 0 e i numeri target (1,2,3) vengono presentati sullo schermo del computer nella stessa posizione che hanno sui tasti; -una condizione incongruente (InC), nella quale i distrattori (1,2,3) sono numeri differenti da 0 e i numeri target (1,2,3) non vengono presentati sul computer con lo stesso ordine che hanno sui tasti. I risultati hanno dimostrato che sia i soggetti con ADHD e sia quelli del gruppo in comorbidità hanno commesso più errori dei bambini del gruppo TD. Inoltre, i bambini del gruppo ADHD hanno mostrato prestazioni più basse sia nella condizione congruente sia nella condizione incongruente. In particolare, l’assenza di interazione statisticamente significativa fra le due condizioni in entrambi i due gruppi clinici ha mostrato che i soggetti con ADHD e DSL hanno un deficit sia nei processi controllati e sia in quelli automatici. In conclusione, i tre studi sperimentali evidenziano un deficit nei processi di automatizzazione in entrambe le patologie. I risultati sono stati discussi alla luce del modello cortico-subcorticale delle funzioni esecutive e del linguaggio, comportando cosi la riconcettualizzazione dell’ADHD non solo come un disturbo esclusivamente di natura esecutiva, ma anche automatica, e la concettualizzazione dei DSL non solo come deficit specifico del dominio linguistico ma anche cognitivo.
ADHD; DSL; automatic and controlled processes, visual scanning, working memory, attention.
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