La recente sentenza 11 settembre 2019, n. 22644, della Suprema Corte, dando espressamente continuità a sue precedenti pronunce, ribadisce importanti principi in tema di invalidità dell’accertamento emanato «ante tempus» (prima dei 60 giorni dal rilascio del processo verbale di chiusura delle operazioni), da considerare nullo per violazione del principio del contraddittorio endoprocedimentale, in assenza di una situazione di urgenza legittimante ex art. 12, comma 7, L. 27 luglio 2000, n. 212 (escludendo espressamente che questa sia ravvisabile nell’imminente scadenza sic et simpliciter dei termini per l’accertamento).

LA CASSAZIONE TORNA A PRONUNCIARSI IN TEMA DI VIOLAZIONE DEL CONTRADDITTORIO ENDOPROCEDIMENTALE IN ASSENZA DI MOTIVI D’URGENZA

Andrea Colli Vignarelli
2019

Abstract

La recente sentenza 11 settembre 2019, n. 22644, della Suprema Corte, dando espressamente continuità a sue precedenti pronunce, ribadisce importanti principi in tema di invalidità dell’accertamento emanato «ante tempus» (prima dei 60 giorni dal rilascio del processo verbale di chiusura delle operazioni), da considerare nullo per violazione del principio del contraddittorio endoprocedimentale, in assenza di una situazione di urgenza legittimante ex art. 12, comma 7, L. 27 luglio 2000, n. 212 (escludendo espressamente che questa sia ravvisabile nell’imminente scadenza sic et simpliciter dei termini per l’accertamento).
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