Pochi giorni dopo l’insediamento alla Casa Bianca, precisamente il 27 gennaio del 2017, l’allora neo Presidente degli Stati Uniti Donal trump adottava l’Executive Order 13769, intitolato Protecting the Nation from Foreign Terrorist Entry into the United States. Detto provvedimento, ribattezzato dalla stampa Muslim ban o travel ban, al fine di salvaguardare la nazione dalle minacce del terrorismo, vietava per novanta giorni l’ingresso nel territorio statale ai cittadini di sette paesi islamici (Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen). Il contributo, dopo aver delineato il contenuto dei tre provvedimenti e ripercorso sommariamente le relative vicende giudiziarie, offri qualche spunto di riflessione nella prospettiva del diritto internazionale sulla legittimità dei c.d. “Trump’s travel bans”. In particolare, viene valutata la compatibilità delle misure sui rifugiati contenute nei provvedimenti presidenziali con la Convenzione di Ginevra del 1951 e con il Protocollo del 1967, relativi allo status dei rifugiati, che a tutt’oggi rappresentano gli strumenti più importanti in materia.

I “Trump’s travel bans” e l’applicazione extraterritoriale della Convenzione di Ginevra del 1951 e del Protocollo del 1967 sullo status dei rifugiati

Scaffidi Runchella, Livio
2019

Abstract

Pochi giorni dopo l’insediamento alla Casa Bianca, precisamente il 27 gennaio del 2017, l’allora neo Presidente degli Stati Uniti Donal trump adottava l’Executive Order 13769, intitolato Protecting the Nation from Foreign Terrorist Entry into the United States. Detto provvedimento, ribattezzato dalla stampa Muslim ban o travel ban, al fine di salvaguardare la nazione dalle minacce del terrorismo, vietava per novanta giorni l’ingresso nel territorio statale ai cittadini di sette paesi islamici (Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen). Il contributo, dopo aver delineato il contenuto dei tre provvedimenti e ripercorso sommariamente le relative vicende giudiziarie, offri qualche spunto di riflessione nella prospettiva del diritto internazionale sulla legittimità dei c.d. “Trump’s travel bans”. In particolare, viene valutata la compatibilità delle misure sui rifugiati contenute nei provvedimenti presidenziali con la Convenzione di Ginevra del 1951 e con il Protocollo del 1967, relativi allo status dei rifugiati, che a tutt’oggi rappresentano gli strumenti più importanti in materia.
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