I conflitti interpersonali e interrelazionali possono essere prevenuti o comunque costruttivamente gestiti. Scopo dell’opera è quello di far conoscere e illustrare strumenti di autocomposizione della lite particolarmente innovativi, quali sono i patti preconflittuali e le mappe dei princìpi. Si tratta di regole costruite direttamente dalle parti e previamente condivise, alla cui elaborazione possono concorrere gli avvocati, purché formati a un nuovo approccio metodologico, che non si basi più sul tradizionale modello avversariale, ma valorizzi la dimensione dialogica e la soluzione partecipata di eventuali divergenze. Per accedere a questo nuovo paradigma, caratterizzato, da un lato, dalla consapevolezza del carattere immanente al terreno sociale di possibili aree del dissenso e, dall’altro lato, dall’esigenza di salvaguardare le relazioni tra i soggetti del conflitto, è necessario riconoscere le ombre che contraddistinguono il processo/giudizio, considerato che tale strumento fornisce alle situazioni controverse una risposta autoritativa ma anche invasiva, in quanto tale spesso insoddisfacente e inidonea a ristabilire l’ordine turbato dai conflitti. Il volume intende pertanto proporsi come veicolo di diffusione di una nuova cultura che consideri i diretti interessati come i veri “signori della lite”. Le parti, in effetti, più di ogni altro soggetto, sono in grado di conoscere, leggere e interpretare la propria vicenda, non soltanto nella sua dimensione fisiologica, ma anche in quella patologica. Con questa certezza può dunque essere sollecitata per tutti, giuristi e cittadini, una nuova riflessione sulle stesse idee e nozioni di conflitto, giurisdizione e giustizia.

I Patti Preconflittuali

Marchese A;
2019

Abstract

I conflitti interpersonali e interrelazionali possono essere prevenuti o comunque costruttivamente gestiti. Scopo dell’opera è quello di far conoscere e illustrare strumenti di autocomposizione della lite particolarmente innovativi, quali sono i patti preconflittuali e le mappe dei princìpi. Si tratta di regole costruite direttamente dalle parti e previamente condivise, alla cui elaborazione possono concorrere gli avvocati, purché formati a un nuovo approccio metodologico, che non si basi più sul tradizionale modello avversariale, ma valorizzi la dimensione dialogica e la soluzione partecipata di eventuali divergenze. Per accedere a questo nuovo paradigma, caratterizzato, da un lato, dalla consapevolezza del carattere immanente al terreno sociale di possibili aree del dissenso e, dall’altro lato, dall’esigenza di salvaguardare le relazioni tra i soggetti del conflitto, è necessario riconoscere le ombre che contraddistinguono il processo/giudizio, considerato che tale strumento fornisce alle situazioni controverse una risposta autoritativa ma anche invasiva, in quanto tale spesso insoddisfacente e inidonea a ristabilire l’ordine turbato dai conflitti. Il volume intende pertanto proporsi come veicolo di diffusione di una nuova cultura che consideri i diretti interessati come i veri “signori della lite”. Le parti, in effetti, più di ogni altro soggetto, sono in grado di conoscere, leggere e interpretare la propria vicenda, non soltanto nella sua dimensione fisiologica, ma anche in quella patologica. Con questa certezza può dunque essere sollecitata per tutti, giuristi e cittadini, una nuova riflessione sulle stesse idee e nozioni di conflitto, giurisdizione e giustizia.
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